Il Tirreno

Versilia

Disoccupati, da gennaio cambia la legge

di Donatella Francesconi
Disoccupati, da gennaio cambia la legge

In molti non potranno più iscriversi, perdendo tutta una serie di agevolazioni e sconti su tasse e ticket sanitari

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VIAREGGIO. «Anche questa mattina in Camera del lavoro c’era un operaio, cassaintegrato, quattro figli: l’Inps non anticipa la cassaintegrazione perché è ordinaria e l’azienda non ha i fondi necessari per farlo. “Rischio lo sfratto se il Comune non mi dà una mano”, raccontava, “e non riesco ad avere quello che mi spetta...”». Racconta così Lamberto Pocai, segretario versiliese della Fiom-Cgil, il lavoro che non c’è le storie di vita quotidiana che affollano la Camera del lavoro ogni giorno. La Camera del lavoro ed il Centro per l’impiego di via Virigilio «che non regge più l’urto - come racconta Andrea Antonioli, coordinatore versiliese dell’area “La Cgil che vogliamo” - delle persone che già alle otto del mattino sono in coda sul marciapiede per iscriversi e fare le pratiche relative alla perdita del posto di lavoro».

I Centri per l’impiego non reggono l’urto e dal primo gennaio devono essere pronti ad attuare la riforma del mercato del lavoro firmata dal ministro Fornero. «Lo scopo della parte di provvedimento relativo alle modifiche dello status di disoccupati - continua Antonioli - hanno un unico scopo: ridurre drasticamente, ma solo per le statistiche, il numero dei disoccupati». I quali si ritroveranno a perdere condizione e relativi diritti (per esempio l’esenzione dai ticket sanitari o le altre agevolazioni concordate tra Comuni e sindacato su tariffe, asili, mense scolastiche e quanto altro) se svolgeranno un’attività lavorativa capace di assicurare un reddito annuo non superiore a (mila euro se lavoro dipendente o 4,800 se autonomo, o se si accetteranno offerte di lavoro inferiori ai sei mesi. Insomma - sottolinea Antonioli - «da una parte la stessa riforma obbliga l’iscritto al collocamento a non rifiutare offerte di lavoro congrue, pena la cancellazione dalle liste, ma dall’altra lavorare precari e per cifre complessive che certo non assicurano di cavarsela, può far saltare un giro per l’iscrizione alla lista di disoccupazione». A farne le spese saranno soprattutto i più giovani che lavorano a contratto, a progetto, a collaborazione: mettere insieme 5mila euro, superando il tetto fissato, non è difficile ma da qui a dire che ci si “campa” ce ne corre.

Nell’attesa della data “fatidica” del primo gennaio 2013 - sottolinea Antonioli - «la sensazione generale è che nessuno sappia bene cosa fare». I Centri per l’impiego, che a loro volta attendono di conoscere come saranno riorganizzato con la chiusura della Provincia - sottolinea la consigliera provinciale Isaliana Lazzerini (Federazione della sinistra) - avrebbero dovuto avvisare gli iscritti del diritto che possono perdere: «In questo momento - così il quadro tracciato da Antonioli - un lavoratore che vada in cassaintegrazione il 29 dicembre prossimo non sa ancora se avrà diritto ad essere assunto da un’azienda che potrà usufruire degli sgravi previsti attualmente, mentre un lavoratore che venga licenziato a gennaio non sa se avrà diritto ad iscriversi nelle liste di mobilità. In questo contesto, il ministro Fornero sembra decisa ad accentrare al ministero tutte le pratiche di cassaintegrazione, comprese quelle in deroga.Mentre a Roma non riescono a gestire la cassaintegrazione ordinaria: ho seguito un’azienda che l’ha avviata a gennaio 2012 ed il decreto ministeriale è stato pubblicato ad ottobre!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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