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Sant’Anna continua a dividere

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Lettera choc di Migliorini (Pdl): «Le vittime? Furono molte meno»

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SANT’ANNA. «La necessità di far chiarezza su questa macroscopica incongruenza sembrerebbe, quanto meno, estremamente necessaria ed indispensabile ed, invece, così non è; tutti, senza batter ciglio, continuano a parlare di 560 vittime». Sono parole del capogruppo di Uniamo Stazzema, Michela Migliorini (esponente del Pdl), in consiglio comunale. Considerazioni affidate a una lunga lettera scritta in vista del consiglio straordinario di domani a Sant’Anna. Quello che vedrà la partecipazione di tutti e sette i Comuni della Versilia allo scopo di prendere posizione contro l’archiviazione dell’inchiesta tedesca sulla strage di Sant’Anna.

Evidentemente una strage che continua a dividere: non Italia e Gemania. Ma partito e partito. Consigliere e consigliere. Così almeno lasciano intendere le considerazioni di Migliorini che punta il dito contro la retorica fatta su una strage senza dubbio efferata che, come spiega, non riguardò 560 vittime ma meno persone.

«Se ci prestassimo – continua la lettera che Migliorini ha inviato ai sindaci e al Presidente Napolitano - al gioco contribuiremmo volontariamente a giustificare tutti coloro che per 70 anni sono andati costruendo le loro gloriose fortune socio-politiche». Per Migliori manifestazioni come quella di domani sono una strumentalizzazione «di uno degli episodi più bui e torbidi della seconda guerra mondiale». E la prima questione su cui vorrebbe si facesse luce è il numero delle vittime: «sull'effettivo numero della vittime della strage di S.Anna - afferma - esperti storici ed amministrativi sono arrivati ad accertare un numero di vittime che oscilla fra le 325 e le 330». Un altro aspetto da chiarire riguarda invece i fatti avvenuti prima del 12 agosto 1944. In particolare ciò che è avvenuto a Farnocchia il 31 luglio, quando i partigiani attaccarono una pattuglia di tedeschi. «Non è anacronistico che si eviti, con ogni cura, la ricostruzione precisa di quei fatti che, come immediata conseguenza, provocarono l'incendio di Farnocchia l'8 agosto 1944 e senz’altro servirono da pretesto per la successiva esecrabile rappresaglia di S. Anna?». Insomma per Migliorini riconosce le barbarie compiute dalle truppe naziste ma serve una «corretta lettura di quei fatti ed atti storici che non possono rimanere eternamente indecifrabili per il comodo di qualcuno, ma debbono, invece, essere, giustamente, ricollocati nella loro realtà storica qualunque essa risulterà».

«Niente da eccepire – continua Milgliorini - se tutto nascesse da una sincera e spontanea necessità popolare di onorare tante vittime innocenti, invece da ognuna di queste manifestazioni sentiamo alzarsi, sempre più alto, un clamore pseudo ideologico che mira solo a costruire, poche ma solide, posizioni socio-politico-economiche, strumentalizzando, indegnamente, una memoria e arrecando, di contro, un sostanzioso danno ad un popolo intero che non lo merita, ma che, per un perverso gioco di democrazia, è costretto a subire».

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