Il Tirreno

Versilia

a bordo dei convogli

Prezzi alti su vetture sporche, scomode e spesso in ritardo

VIAREGGIO. «Se cerchi di accontentare tutti, a qualcuno inizierà a non piacere», ha detto una volta Donald Rumsfeld. Lui che è stato ambasciatore alla Nato, capo di gabinetto alla Casa Bianca e...

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VIAREGGIO. «Se cerchi di accontentare tutti, a qualcuno inizierà a non piacere», ha detto una volta Donald Rumsfeld. Lui che è stato ambasciatore alla Nato, capo di gabinetto alla Casa Bianca e segretario della difesa degli Stati Uniti, si sarà riferito sicuramente a questioni più importanti del trasporto ferroviario, ma a pensarci bene, questa sua celebre frase si addice bene alle mosse che la Regione sta cercando di attuare. Da una parte tagli ai collegamenti e alle stazioni tra Viareggio e Firenze, dall’altra gli aumenti del costo di biglietti e abbinamenti. In mezzo ritardi, sporcizia, disservizi.

Gli aumenti. Con l'inizio del mese sono entrati in vigore gli aumenti sui biglietti semplici (10%) e sugli abbonamenti (20%) per coloro che hanno un reddito Isee superiore a 36mila euro. Gli esempi pratici fanno rabbrividire: Viareggio-Lucca 3,30 euro (e non più 3), Viareggio-Pistoia 6,40 (da 5,80), Viareggio-Prato 8 (da 7,10), Viareggio-Firenze 9 (da 8,10). Situazione un po’ diversa per i pendolari, la maggior parte dei quali - l’assessore regionale Ceccobao parla di 72% - non verranno colpiti da questi rincari. È latrettanto vero che viaggiare senza dichiarazione Isee al seguito potrebbe tradursi per molti in sanzioni.

Ma i servizi? A fronte di rincari e possibili multe resta poi un realtà, nel trasporto pubblico locale, fatta di disagi e disservizi. I pendolari lamentano prima di tutto il ritardo (che non è un'eccezione, ma una regola) dei treni a qualunque ora. Poi, il sovraffollamento degli stessi, con vagoni colmi al punto da far diventare i passeggeri una specie di sardine. Sporcizia, servizi igienici spesso fuori uso e presenza di persone poco raccomandabili (e raramente munite di regolare biglietto) che vanno in su e giù per i convogli chiedendo l'elemosina.

Se ne ritarda uno... L’origine di tutti i mali, se tali li possiamo definire, è l'assenza del doppio binario tra Viareggio e Lucca. Sulla tratta Viareggio-Firenze (poco meno di 100 km) passano ogni giorno moltissimi convogli. Cosa succede se un treno, per una qualunque ragione, accumula un ritardo anche solo di 10 minuti? La situazione può diventare disastrosa nel giro di poco tempo. È un po’ come nel gioco del domino: se cade una pedina, cadono tutte le altre. L'arrivo tardivo di un treno in una delle stazione previste, blocca di conseguenza la partenza del convoglio corrispondente, proprio perché c'è un solo binario a disposizione. Ecco perché 5 minuti di attesa possono diventare rapidamente 15', 20' o addirittura 30'. Ci sono poi i casi gravissimi, quelli in cui un treno viene soppresso in corsa.

Per velocizzare i collegamenti la Regione ha pensato (e per ora sospeso il provvedimento) a tagliare le fermate (compresa quella di Bozzano). A servirsene, sinceramente, sono poche persone: che però vogliono difendere con le unghie e con i denti quello che per loro è un servizio indispensabile. Che si aggiunge allo scenario di un taglio sostanzioso di 27 treni nella tratta Lucca-Pistoia e di 17 nella tratta Lucca-Viareggio.

Donald Rumsfeld aveva perfettamente ragione: il tentativo di accontentare tutti, alla fine, non è piaciuto a nessuno. (g.n.)

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