Trasporti
«Licenziato perché è della Cgil»
La denuncia della Filcams contro la proprietà del “Brico Due”: scorretta e antisindacale
PIETRASANTA. «Preso di mira ed eliminato dall’azienda con un licenziamento per questioni futili»: così Umberto Marchi, per la Flcmas-Cgil provinciale, rende la noto quanto accaduto ad un dipendente della “Brico Due”. «Che è stato licenziato dopo una serie di contestazioni scritte e verbali che hanno accompagnato la sua vita di lavoratore dal momento in cui ha scelto di iscriversi alla Cgil». L’uomo - spiega ancora Marchi - «si era esposto anche chiedendo l’intervento della Medicina del lavoro per problemi relativi all’utilizzo dei muletti. Un’azione che aveva dato vita ad un’ispezione e relative sanzioni».
Non è la prima volta - prosegue il sindacalista - che la Filcams-Cgil incontra difficoltà con la “Brico Due”: «Siamo entrati qualche anno fa in questo negozio, poiché una lavoratrice responsabile del negozio, aveva chiesto il nostro aiuto per problemi con il proprietario. La donna si è iscritta alla Cgil e abbiamo tentato di avere contatti con la direzione aziendale, ma siamo riusciti al massimo a poter avere un dialogo telefonico. Da quel momento la ragazza ha avuto una tale pressione aziendale che l’ha portata a rassegnare le proprie dimissioni».
Segue la vicenda che ha portato al licenziamento del lavoratore nel caso che ha indotto Marchi a rendere pubblica la situazione al “Brico Due”: «Si presenta al negozio il proprietario dell’immobile che chiede di poter effettuare una visita, magazzino compreso. Il lavoratore lo riceve e lo accompagna, rimanendo con l’uomo anche durante la visita al magazzino, così da assicurare l’incolumità del visitatore. L’azienda commina una sanzione disciplinare contestando al dipendente di aver consentito l’ingresso di un estraneo al magazzino, estraneo lasciato poi solo. Alle rimostranze del lavoratore la scelta è stata quella di procedere al licenziamento: avrebbe dovuto comunque, questa la motivazione, chiedere l’autorizzazione all’accesso del proprietario dell’immobile stesso».
La denuncia del sindacato va al di là dell’episodio singolo, pur grave soprattutto in questo momento in cui il lavoro vale oro: «Alla “Brico Due” - continua Marchi - non c’è rispetto verso i dipendenti che sono chiamati a svolgere lavori pericolosi anche per la loro incolumità, come sovraccaricare muletti con il rischio che il mezzo si ribalti, come accertato anche dalla Medicina del lavoro».
Marchi, con riferimento alla “Brico Due”, lancia un appello: «Ci auspichiamo che vi sia una presa di posizione dei dipendenti, perché oggi è toccato ad un loro collega, ma domani può toccare ad un’altra persona. Questa direzione aziendale non solo è nemica del sindacato, ma è nemica dei diritti dei lavoratori, delle legalità. Ha solo una visione dei doveri e con questo episodio vuole fare capire al personale che questa è la fine che faranno coloro che non si piegheranno al volere aziendale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
