La manifestazione
Giovanetti risponde sull’Incanto
L’ex vicesindaco convocato dalla Procura dopo le denunce sulla vendita
PIETRASANTA. Da caso politico ad oggetto di indagine: il destino dell'ex Incanto, l'immobile di Tonfano messo in vendita dal Comune, proprietario del bene, continua a fare discutere. Dopo l'esposto delle scorse settimane firmato dal Pdl, dove si chiedeva alla Procura di fare chiarezza su alcuni aspetti di un iter che ha portato all'alienabilità d'urgenza dello stesso immobile, due giorni fa i Carabinieri hanno convocato ed incontrato i consiglieri comunali, sempre del Pdl, Adamo Bernardi e Andrea Cosci - firmatari con Alberto Giovannetti dell'esposto - per chiedere delucidazioni in merito a quanto denunciato. Stamani, a rispondere alle domande della Procura di Lucca sull’argomento, sarà invece Giovannetti, mentre nei prossimi giorni, sempre a Lucca, è atteso il dirigente comunale, Massimo dalle Luche. Prassi o meno, la Procura di Lucca, al di là del volume di parole che si accompagnano all'ipotesi di vendita dell'ex Incanto, vuole verificare, in modo approfondito se dietro la delibera comunale, come ipotizzato nell'esposto, si celino errori formali nella documentazione prodotta, atti che nella sostanza impediscono l'acquisto da parte di soggetti che non hanno già in concessione il bene e ancora un deprezzamento, rispetto al valore di mercato, dell'Ex Incanto. Da qui un'accelerata alle indagini. La vicenda, come noto, ruota intorno alla decisione di Lombardi&co di inserire fra le proprietà comunali vendibili, l'edificio con vista sul pontile di Tonfano. Edificio che oggi ospita, in concessione, un'agenzia immobiliare, una di viaggi, un bar-ristorante ed uno sportello di Gaia. Quelli stessi concessionari – fatta esclusione al momento per Gaia - che, in tempi non sospetti e con modalità che in Comune certificano come legittime, hanno manifestato un interesse di acquisto. La base d’asta del bando di gara è pari a 3 milioni e 400 mila euro: visto lo stato delle casse comunali, precario e alle prese con le imminenti operazioni di equilibrio di bilancio, a palazzo si spera di ottenere ’ una somma ancora più alta. Il rischio, ipotizzato sempre in Comune, e' che l'esposto, con annessa indagine, scoraggi eventuali compratori. Scenario, quello di un’asta andata deserta, vissuta con giustificato timore dal Sindaco che, nel caso, non esiterebbe a rivalersi proprio sui firmatari dello stesso esposto, citandoli per turbativa d'asta. Come a confermare che la querelle, dai banchi della politica e' oramai approdata nei confini meno convenzionali delle sale di giustizia e delle carte bollate. Nel frattempo potrebbero essere comunicate a giorni anche le risultanze delle indagini della Procura della Corte dei Conti relative alle situazioni che hanno portato la maggioranza ad ereditare un disavanzo di bilancio di 7 milioni e mezzo di euro.
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