Il Tirreno

Versilia

Si schianta in scooter contro una Smart

di Claudio Vecoli
Si schianta in scooter contro una Smart

La vittima è un giovane padre dipendente della fonderia Mariani. Alla guida dell’auto una 19enne in stato interessante

4 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Aveva trascorso la giornata in fonderia. Come sempre. Poi, uscito dal lavoro, aveva aiutato alcuni amici a smontare, caricare e trasportare dei mobili. E, finalmente, arrivata ormai l'ora di cena, in sella al suo scooter stava per tornare a casa nella sua abitazione di via Regnalla a Valdicastello. Ma Riccardo Lorenzetti, ventinove anni, a casa non c'è mai tornato. Né ha potuto riabbracciare la moglie Sara Giorgi e i due figlioletti. La sua giovane vita si è infatti bruscamente interrotta all'incrocio fra l'Aurelia e il viale Apua. Dove si è schiantato contro un'auto. Ed è morto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell'ospedale Versilia.

Tutto succede poco dopo le 19. Riccardo Lorenzetti, dipendente della fonderia artistica Mariani in via Tre Luci a Pietrasanta, è al volante del suo Scarabeo 200. Ha voglia di tornare a casa dopo una giornata di lavoro lunga e faticosa per riabbracciare la sua Sara, dipendente del Mc Donald's di Lido di Camaiore, e i suoi due bambini di otto e quattro anni. Una strada, la via Aurelia, che Riccardo ha percorso centinaia e centinaia di volte. E di cui conosce bene anche la pericolosità. Soprattutto al buio. E soprattutto all'incrocio con il viale Apua, già triste teatro di numerosi incidenti stradali. Il giovane padre sta viaggiando in direzione di Viareggio, verso Valdicastello. Non si è accorto, però, che proprio a quell'incrocio maledetto, proveniente dalla direzione opposta alla sua, sta arrivando una Smart gialla e nera intenta a svoltare in via Apua. Al volante della macchina Gioia Santarlasci, diciannove anni e al quinto mese di gravidanza, diretta al quartiere Africa dove vive in via Monginevro. La piccola utilitaria – come successivamente ricostruito anche dagli agenti della polizia municipale di Pietrasanta - dovrebbe dare la precedenza allo scooter che sta percorrendo l'Aurelia. Ma evidentemente la ragazza in stato interessante non si è accorta dello scooter. A quel punto lo schianto diventa inevitabile. E ad avere la peggio è Riccardo Lorenzetti, che si sfracella andandosi a schiantare sul lato destro della macchina.

L'impatto è tremendo. Lo scooter si disintegra. E il giovane dipendente della fonderia Mariani, nella rovinosa caduta sull'asfalto, rimedia una serie di gravi traumi. Chi assiste allo schianto si rende subito conto che le sue condizioni sono disperate. Nel giro di pochi minuti arrivano i soccorsi: l'automedica del 118 e un'ambulanza. Riccardo Lorenzetti è già privo di conoscenza. Viene caricato sulla barella e trasportato a sirene spiegate all'ospedale Versilia. Quando entra al pronto soccorso, il giovane è in coma. I medici cercano di rianimarlo più e più volte. Ma ogni tentativo si rivela inutile. E, poco dopo il suo arrivo, il suo cuore smette di battere.

Al pronto soccorso viene trasportata anche Gioia Santarlasci. Nell'incidente la ragazza che era alla guida della Smart ha rimediato un trauma addominale non grave. Ma, essendo in gravidanza fra il quinto e il sesto mese, per precauzione viene portata in ospedale e ricoverata nel reparto di ostetricia e ginecologia dove resterà per tutta la notte a titolo precauzionale.

Nel frattempo la notizia della morte di Riccardo Lorenzetti si diffonde in tutta Pietrasanta. Del resto che è accaduto qualcosa di molto grave se ne accorgono un po' tutti, visto che per oltre due ore i vigili urbani sono costretti a chiudere al traffico il tratto dell'Aurelia che va dalla rotonda di via Primo Maggio al termina bus per permettere i rilievi di rito. E, all'ora del rientro dal lavoro, si creano inevitabilmente code e disagi. Il tam tam della tragedia arriva ben presto agli amici, ai colleghi di lavoro. Mentre tocca ai carabinieri avvisare la moglie e i familiari di quanto accaduto.

Al pronto soccorso prima e all'obitorio poi arrivano gli amici più cari e i compagni di lavoro. Fra loro anche Adolfo Agolini, titolare della Fonderia artistica Mariani. Lui lo aveva voluto come apprendista poco più di cinque anni fa e lui aveva assunto definitivamente un paio di anni fa. «Un ragazzo d’oro, serio, con un grande senso del lavoro e della famiglia», riesce a sussurrare. Poco dopo arriva anche la moglie Sara. Che malgrado il dolore che le spezza il cuore, dà il consenso per la donazione degli organi del marito. Un ultimo gesto di generosità. «Perché lui avrebbe voluto così».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa