Gioco
La Fondazione boccia Politi & Borri «No al pescespada»
La commissione progetti contro l’opera sostitutiva presentata dai due costruttori esclusi dal concorso
VIAREGGIO. Niente da fare. Dopo il bozzetto del carro dedicato al presidente Napolitano (ritenuto troppo simile al carro sul Sarkozy-Napoleone dello scorso anno), la commissione progetti della Fondazione Carnevale ha bocciato anche il pesce spada da dieci metri che la coppia Politi-Borri ha presentato lunedì scorso come opera sostitutiva fuori concorso (e di cui pubblichiamo il bozzetto). L'ultima parola sulla vicenda spetterà adesso al consiglio di amministrazione, ma difficilmente l'organo esecutivo del Carnevale – di fronte al parere negativo della commissione – darà il proprio ok al progetto. Col rischio che i due costruttori restino fuori dall'edizione 2013 del Carnevale.
Il secondo stop a Simone Politi e Priscilla Borri – i due carristi di prima categoria che lo scorso anno sfiorarono la vittoria con “Grandeur” piazzandosi al secondo posto dietro alla coppia Lebigre-Roger – è dovuto questa volta a tre obiezioni principali: il soggetto scelto dai due costruttori sarebbe completamente slegato dal Carnevale; l'ubicazione scelta (il mercato ittico in Darsena) insiste su una proprietà del demanio e qualsiasi intervento necessità del parere della Soprintendenza; il valore dell'opera proposta sarebbe decisamente inferiore all'importo previsto per le opere sostitutive (circa 100mila euro).
Il primo motivo riguarda dunque il soggetto scelto da Politi & Borri. Secondo la commissione progetti – presieduta dal vicepresidente della Fondazione, Jacopo Bonuccelli, e composta da Paolo Giovannetti, Alessandro Volpe, Paolo Polvani e Alessandro Grossi – il pesce spada di resina e smalti poliuretanici alto dieci metri non è un soggetto che ha a che fare con il Carnevale. Né è stato trattato con uno stile in qualche modo assimilabile al linguaggio della cartapesta.
Ma c'è un secondo motivo ritenuto ancor più decisivo nella decisione di bocciare l'idea: la scultura è stata pensata per il mercato ittico della Darsena. Ovvero per una struttura che insiste sul demanio portuale e dunque vincolato ad una serie di permessi (non ultimo quello della Soprintendenza alle Belle arti). Insomma, per la commissione dare l'ok ad un'opera che poi non è detto che possa essere realmente collocata nel luogo per il quale è stata pensata rischia di trasformarsi in un boomerang.
L'ultima questione è squisitamente economica. Nuovo bando di concorso alla mano, il compenso previsto per le opere sostitutive deve essere inferiore del 20 per cento rispetto al compenso previsto per la categoria di appartenenza. Ebbene, secondo la commissione il pesce spada non vale i 100mila euro che andrebbero ai due costruttori.
La patata bollente passa adesso al consiglio di amministrazione della Fondazione Carnevale. Che, in tempi assai rapidi, dovrà adesso prendere la decisione definitiva sulla questione. E, nel caso di una conferma della bocciatura del progetto del pesce spada, decidere se dare o meno una terza possibilità ai due costruttori permettendo loro di realizzare un'altra opera sostitutiva.
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