Attenzione
Cesira, medaglia d’oro di solidarietà
A 17 anni salvò le sorelle e un neonato dall’eccidio di Sant’Anna. «Il suo è un esempio per tutti i giovani»
SERAVEZZA. «Sebbene ferita dai colpi di mitragliatrice, riusciva a spingere le sorelle al riparo in una stalla retrostante. Successivamente, dopo aver tolto dalle braccia della madre uccisa anche la sorella neonata, le conduceva tutte in un luogo più sicuro, nei pressi del quale, pur nuovamente ferita dai militari in ritirata, individuava sotto un cumulo di cadaveri un bambino in tenera età ancora in vita, e lo traeva in salvo». E ieri quel bambino, Paolo Lencioni, era a fianco di Cesira Pardini, mentre le veniva conferita, per queste motivazioni, la Medaglia d’Oro al Merito Civile.
Sono passati 68 anni da quel tragico 12 agosto. Ieri, finalmente, Cesira Pardini ha avuto il riconoscimento della Stato italiano per la sua azione di coraggio. Nonostante ciò, per tutti, moralmente, quella Medaglia d’Oro era già sua. Così Cesira è la terza donna ad aver ricevuto questa onorificenza, dopo Jenny Bibolotti Marsili e Milena Bernabò.
La cerimonia, che si è svolta in prefettura a Lucca, nella Galleria delle Statue, si è aperta con l’Inno di Mameli. Era presente il Prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro, il sottosegretario all'Interno Giovanni Ferrara e il Sindaco di Stazzema Michele Silicani.
Cesira Pardini era emozionata, quando il sottosegretario agli Interni Ferrara le ha conferito la Medaglia d'Oro al Merito Civile. «Cesira salvò Adele e Lilia, un bambino di un anno, e perse nella strage di Sant’Anna la mamma e due sorelle. Fece lei da mamma – commenta Silicani - alle sorelle minori. Solo pochi giorni fa insieme ai Presidenti Napolitano e Schulz abbiamo ribadito l’importanza della saggezza e della pazienza dei superstiti nell’attendere verità e giustizia».
L’onorificenza infatti arriva in un momento delicato. Da poco c’è stata l’archiviazione, della procura di Stoccarda, del processo per accertare le responsabilità degli ufficiali e sottoufficiali delle SS sulla strage di S. Anna.
«Aspettiamo – continua Silicani - ancora da Stoccarda l’esito del ricorso presentato in Germania dall’Avvocato difensore di Enrico Pieri. Nessuna archiviazione può riscrivere la storia perché la storia è già scritta. L’Italia è grata a Cesira per i valori di libertà e democrazia, gli stessi della Resistenza, che hanno reso l’Italia libera».
Elisabetta Salvatori durante la cerimonia, accompagnata al violino da Matteo Ceramelli, ha recitato la poesia “I bambini di Sant’Anna”, scritta dagli alunni della scuola elementare G. Matteotti di Gubbio, nel 2007. Ad accompagnare Cesira in questa importante occasione c’era tutta la famiglia Pardini, con le sorelle, il figlio e i nipoti, una rappresentanza dell’Associazioni Martiri di Sant’Anna di Stazzema e il Procuratore Militare Marco de Paolis, che istruì il processo italiano sulla strage - dibattuto di fronte al tribunale militare di La Spezia - che ha portato alla condanna di 10 SS.
Il sottosegretario all’Interno Giovanni Ferrara ha concluso la cerimonia. «Non conoscevo la storia di Cesira Pardini, che mi ha impressionato per il suo coraggio e la sua tempra. Tuttavia ricordo bene l’incubo degli aerei e delle bombe. Questa Medaglia è la testimonianza luminosa della solidarietà. La Guerra è il peggior male dell’umanità, con essa si perde la caratteristica umana. Cesira è un esempio per i giovani, una luminosa scia per il loro futuro».
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