Sicurezza
«Per Gaber si muovano gli imprenditori»
Milziade Caprili chiama a raccolta i grandi nomi dell’economia cittadina. Il Pd: il commissario Mannino ci ripensi
VIAREGGIO. Il Partito democratico si schiera con Elisabetta Bellotti, presidente degli albergatori viareggini, a proposito di Festival e cultura: «Diamo il nostro più convinto appoggio all’iniziativa che spontaneamente sale dalle forze più rappresentative della città ed invitiamo il commissario Mannino a rivedere le sue originarie posizioni in merito»., si legge in una nota firmata da Roberto Veronesi.
Commissario Mannino che, va ricordato, nell’approvare il bilancio preventivo 2012 ha azzoppato il Festival Pucciniano (garantendo però al Carnevale un contributo triennale di 1 milione e 400mila euro) e “dimenticato” il Festival Gaber alla vigilia del decennale della scomparsa del grande artista che a Viareggio era di casa.
Sulla questione interviene anche Milziade Caprili, ex capogruppo della Sinistra Arcobaleno in consiglio comunale: Con tutti i guai che abbiamo - dagli sfratti di cui solo pochi si occupano allo sconquasso della sanità- non ci mancherebbe altro che dare vita ad una stupida guerra di campanili. Veronica Cortopassi, assessore alla cultura del Comune di Camaiore, ha ragioni da vendere. Anche se devo anche aggiungere che trovo un po' azzardata l' affermazione per cui Gaber a Viareggio si ricorda solo per qualche fugace presenza al Caffè Casablanca. Il Festival Gaber sta nella nostra città e qui deve restare. Se poi si pensa, nella ricorrenza del decennale dalla scomparsa ad una serie di iniziative che colleghino tutti i principali siti culturali della Versilia, la cosa non può che far piacere e potrebbe persino rappresentare un primo positivo esempio di collaborazione». Anche se - sottolinea Caprili - «a Viareggio non siamo stati in grado di mettere in sicurezza le nostre principali manifestazioni. Dal Carnevale a Puccini al Gaber. Per non dire dei rischi corsi da un Premio Viareggio ridotto a poca cosa nel panorama culturale italiano. Passando per la Galleria d' arte moderna e contemporanea che vivacchia senza risorse e personale. Ci sarebbe da spendere qualche parola anche sullo stato delle strutture culturali di base e cioè la biblioteca e il centro documentario storico. E, allora: ci sono a Viareggio, nonostante la crisi ,imprenditori con ingentissimi patrimoni: non è che, diciamolo, una volta tanto potrebbero dare una mano d'aiuto per garantire la non costosissima effettuazione del Festival Gaber? Per Gaber, ancora, e cioè per uno dei più grandi artisti a noi contemporanei, non si potrebbe interessare il ministro della cultura ? Se poi ci fosse da occupare qualche luogo pubblico per farsi sentire, consideratemi del numero...».
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