La protesta
«Basta: dormirò armato in negozio contro i ladri»
VIAREGGIO. È passato appena un mese da quando ignoti tentarono di entrare nel negozio di Coiffeur Paolo Chiocchetti all’angolo tra via XX settembre e via Paolina. Ma i ladri sono tornatil. E stavolta...
VIAREGGIO. È passato appena un mese da quando ignoti tentarono di entrare nel negozio di Coiffeur Paolo Chiocchetti all’angolo tra via XX settembre e via Paolina. Ma i ladri sono tornatil. E stavolta non si è trattato solo di un tentativo.
La notte scorsa, dopo avere danneggiato la porta, malviventi sono entrati nel negozio. Hanno portato via il fondo cassa. Di fatto poche decine di euro: un danno relativo se non fosse per quello lasciato sull’ingresso. In questo caso l’azione dei ladri ha avuto conseguenze assai peggiori che comporteranno, per il titolare dell’attività, l’ennesimo ricorso al portafogli per far fronte alla riparazione.
«Stiamo superando la soglia della sopportazione - dice - non è possibile dover convivere con questa situazione che sta sempre più peggiorando per quanto riguarda la mancanza di sicurezza nella nostra città. Oltre ai danni materiali che subiamo noi commercianti c’è l’aspetto psicologico che non va trascurato. Fino a cinque anni fa sono stati limitati questi episodi, per quanto mi riguarda però nell’ultimo anno è la quarta volta che sono vittima di furti o di tentativi, ma anche in questi casi c’è da mettere in preventivo il danno della porta o ai vetri infranti che vanno sostituiti con tutti i problemi e i costi che comportano».
A breve sono attesi da parte dei carabinieri dei rinforzi che in qualche modo potranno servire per istituire ulteriori servizi in più in strada per fronteggiare la criminalità che purtroppo è sempre più in aumento.
«Prendo atto con piacere di questo fatto - conclude Chiocchetti - però sarebbe necessario che fossero i civili a sbrigare le pratiche di ufficio. I militari devono andare per le strade per poter avere la possibilità di garantire la sicurezza. E vanno cambiate le leggi. Coloro che si rendono protagonisti di certi gesti debbano pagare con il carcere e non che li rimettano in libertà subito. Se continua così mi viene voglia di dormire nel negozio armato per difendermi, perché non ne posso più».
Roy Lepore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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