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Versilia

Una centrale operativa unica per il 118

Una centrale operativa unica per il 118

È l’obiettivo che si pone, nel giro di due anni, il Piano di riorganizzazione della sanità toscana

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VIAREGGIO. Un’unica Centrale operativa del 118 per tutta la Regione: è l’obiettivo che si pone il Piano di riorganizzazione del sistema sanitario regionale in discussione in queste settimane. Per ora circola una bozza, molto dettagliata, con tanto di tempi indicati per l’intera operazione che richiederà una gara regionale unica per «attivare un percorso di evoluzione tecnologica di tutta la rete emergenza-urgenza mediante».

Intanto, però, in tempi brevi anche l’Area Vasta Nord-Ovest dovrà organizzarsi con un’unica Centrale operativa del 118. Così è scritto nero su bianco. «Il passaggio a tre Centrali di Area Vasta - si legge nel Piano di riorganizzazione - potrà essere realizzato senza pregiudicare la possibilità del passaggio ad una Centrale unica regionale nel medio-lungo periodo».

Per quanto riguarda la Centra unica dell’Area Vasta Nord-Ovest, che comprende anche la Asl Versilia, la tabella delle tempistiche dà come «da completare» la bozza di capitolato per la realizzazione di «nuovo edificio, software, radiotelefonia. Per la scelta di dove accentrare il servizio, l’indicazione è che «si seleziona per Area Vasta quella che, con il minor costo e nel minor tempo possibile, è adeguabile a diventare Centrale di Area vasta». Si candida all’accentramento la struttura che «necessita di ampliamento dei psoti operatori con opere edili ed opere elettriche di minimo impatto».

Il Piano della Regione cambia radicalmente anche il servizio dell’emergenza, attraverso «la riorganizzazione delle rete territoriale dell’emergenza-urgenza». Che sempre più dovrà «perseguire l’integrazione tra i servizi ospedalieri e territoriali e la sinergia tra i diversi professionisti e gli altri elementi che compongono il sistema. Si prevede quindi una razionalizzazione delle rete dei punti di emergenza sanitaria presidiati dal personale sanitario e volontari, attraverso la progressiva riduzione della figura medica istituzionalizzata».

Una visione dell’emergenza-urgenza per cui - in sintesi - il medico lo si incontra in pronto soccorso o, se necessario, all’arrivo dell’auto medica. Ma negli ambulatori (un esempio per tutti quello della Croce Verde a Viareggio, molto frequentato e che fa da “polmone” per il Pronto soccorso) ci saranno volontari ed infermieri.

La riorganizzazione prevede anche il «blocco delle assunzioni di personale medico per Pronto soccorso e 118 o della loro stabilizzazione». Ma anche la «razionalizzazione del personale medico in ambito dipartimentale e l’aumento della presenza di personale infermieristico sul territorio». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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