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Ferrovie, reintegrato Dante De Angelis

Ferrovie, reintegrato Dante De Angelis

Denuncio il pericolo spezzamento degli Etr. Fs: ha riconosciuto che si trattò solo di un errore umano

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VIAREGGIO. Viareggio ha imparato a conoscerlo nel drammatici giorni, mesi ed anni che sono seguiti al disastro ferroviario del 29 giungo 2009. “Armato” di telecamera Dante De Angelis ha filmato tanti momenti in strada, in piazza, schierato al fianco dei familiari delle vittime della strage di Viareggio prima da ferroviere licenziato da Fs (Trenitalia), poi da lavoratore reintegrato dal tribunale che attendeva, però, l’esito del ricorso presentato dall’azienda per cui lavora come macchinista.

Da ieri De Angelis non rischia più di perdere il posto di lavoro che lo ha visto, da rappresentante dei lavorati alla sicurezza lanciare l’allarme degli Etr che si spezzavano. Vicenda complessa che vide Giorgio Diana, allora professore del Politecnico di Milano, nei panni di consulente della Procura. Lo stesso Diana che oggi è consulente di Ferrovie nella vicenda giudiziaria della strage di Viareggio.

La conciliazione si è resa possibile - si legge in una nota diffusa ieri da Ferrovie - «avendo De Angelis sottoscritto una dichiarazione che finalmente, ad oltre quattro anni dall’evento, ristabilisce la verità dei fatti e riconosce che l’inchiesta “ha escluso carenze manutentive o usura dei materiali e che non è stata messa a rischio né l’incolumità dei lavoratori né si sarebbe potuta potenzialmente mettere a rischio l’incolumità dei passeggeri”. Arrivando a dichiarare - sottolineano Ferrovie di «voler confermare di non aver mai messo in discussione lo stato di sicurezza delle Ferrovie italiane». De Angelis - ricorda la nota - aveva infatti attribuito le cause dello spezzamento di un treno vuoto durante le operazioni di manovra a “problemi riguardanti gli Etr e relativi a manutenzione, controlli sulla manutenzione e usura” facendone risalire la responsabilità al management aziendale».

La verità dei fatti - replica Ezio Gallori, l'anziano leader dei macchinisti - è molto semplice: se avessero ascoltato Dante, invece di licenziarlo, avrebbero sostituito subito i ganci dell'Etr500 e migliorato la manutenzione sei mesi prima, piuttosto che aspettare l'incidente grave. Queste modifiche sono poi avvenute, invece, alla chetichella a seguito delle prescrizioni imposte dall'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria e del ministero dei trasporti solo dopo lo spezzamento del Frecciarossa 9456, carico di viaggiatori, avvenuto sulla linea Alta velocità Napoli-Roma nella stazione di Anagni il 24 gennaio 2009. Una filosofia aberrante, quella adottata nell'era Moretti, ovvero licenziare chi segnala i problemi prima che questi causino quegli incidenti che poi vengono irresponsabilmente definiti “spiacevoli episodi”».

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