Gioco
Barbantine, la casa di cura senza più l’accreditamento
È la previsione del nuovo regolamento approvato dalla Governo che penalizza le strutture con meno di 80 letti. Ma così si rischia la chiusura della clinica
VIAREGGIO. In città sono un’istituzione, fin da quando la struttura era in centro città e lì nascevano decine di viareggini. Sono le “barbantine”, Casa di cura “Barbantini”, in realtà, gestita dalle religiose. Che oggi rischia di perdere l’accreditamento con il Servizio sanitario pubblico, insieme ad altre 19 realtà in tutta la Toscana.
A lanciare l’allarme è Gian Luca Lazzeri, consigliere regionale della lista “Più Toscana”, che spiega: «Secondo lo schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, non potranno più continuare ad essere accreditate le strutture private con meno di 80 posti letto per acuti. In Toscana sarebbero ben 19 quelle a rischio, di cui una proprio a Viareggio».
Ed è per questo motivo che Lazzeri, membro della commissione "sanità" del consiglio regionale, ha preso la decisione di presentare un'interrogazione all'assessore Luigi Marroni «per avere chiarimenti sugli indirizzi che verranno seguiti dalla riorganizzazione sanitaria regionale a riguardo delle strutture private accreditate. «In base all'attuazione dello schema di regolamento, dal titolo "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera" - scrive Lazzeri - non potranno più continuare ad essere accreditate le strutture private con meno di 80 posti letto per acuti. In Italia ciò corrisponderebbe alla chiusura del 63,3% delle case di cura private accreditate. Il regolamento in ambito nazionale - prosegue Lazzeri - potrebbe portare alla chiusura in Toscana di 3 strutture a Lucca, una a Pistoia, due a Pisa, una a Livorno, una a Siena, due ad Arezzo, ben otto a Firenze, una ad Empoli ed una a Viareggio, per un totale di 829 posti letto, di cui 762 per acuti. Solo a Firenze, i posti letto ordinari che verrebbero meno sarebbero 355. È evidente che siamo in dovere di raccogliere la preoccupazione dell'Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) poiché sappiamo che le prestazioni pagate ai privati, pur essendo qualitativamente ottime, hanno un costo contenuto per il servizio sanitario regionale. Nel caso paventato dalla spending review, non ci sarebbe risparmio, ma anzi solo un ulteriore aggravio per il Servizio sanitario regionale. Nell'interrogazione - conclude l'esponente di "Più Toscana" -, chiediamo tavoli di confronto fra la Regione e le strutture sanitarie accreditate; quali sono le linee generali della riorganizzazione sanitaria toscana riguardo le case di cura private e l'impatto economico della riorganizzazione a riguardo».
Già nei mesi scorsi era circolata la voce che le religiose, oggi nella struttura di Bicchio, avessero intenzione di non proseguire l’attività a causa dei costi da sostenere in rapporto al ritardo dei pagamenti della stessa Asl. La decisione del Governo nazionale potrebbe accelerare questo percorso, trasformando le “Barbatine” in sola casa di riposo per abbienti.
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