Il Tirreno

Versilia

Tesconi ritorna nella sua Cenatown «Fui un precursore»

di Luca Basile
Tesconi ritorna nella sua Cenatown «Fui un precursore»

Aveva il Gatto Nero che lasciò per lavorare all’estero Ora ha 67 anni è tornato per gestire Corte Lotti

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. C’erano le tovaglie a quadrettoni rossi e bianchi, lo stoccafisso e la polenta, la trippa da tirare giù con un quartino di vino rosso e nuvole di fumo che congestionavano gole e occhi. I clienti? Cavatori e operai, scalpellini e artigiani. I turisti stavano a Marina, sotto gli ombrelloni.

« Alcuni operai non avevano i soldi per pagare il conto, allora lasciavano come a dire, in pegno, in attesa dello stipendio, gli attrezzi del loro lavoro o ancora un ‘ putto’ in marmo. Funzionava così, era un’altra Pietrasanta..Eppure il boom del mangiare all’interno delle mura cittadine nasce proprio in quel periodo, con la mia generazione».

Roberto Tesconi, va per i 67 anni: nella Piccola Atene è una sorta di icona culinaria. Il Gatto Nero, la trattoria di famiglia, fin dal 1930, ha rappresentato un pezzo di storia gastronomica del centro storico.

« Prima gli zii, poi i genitori, poi ancora il sottoscritto con la sua famiglia dietro quei banchi, in quelle cucine. C’era anche un distributore, sempre di nostra proprietà, davanti al locale: fino al 1995, quando abbiamo detto basta, vendendo. Ma nei 15 anni in cui ho gestito Il Gatto Nero in prima persona, ho dato il via a qualcosa di nuovo a Pietrasanta, introducendo il pesce fresco nel menù, proponendo una carta dei vini, rivedendo l’immagine della sala interna: non più una mescita di vino o una trattoria come tante, ma qualcosa di diverso. E se vogliamo, visti i tempi, di rivoluzionario: nessuno si era spinto mai oltre la tradizione» ricorda Tesconi che aggiunge. «Negli anni ‘70 di ristoranti a Pietrasanta ce n’erano ben pochi: la Giuliana con il San Martino, il Susini, il Ragno d’Oro in via Barsanti. Sci? Una mescita, ci si andava a bere. Poi venne trasformato in ristorante. Il mito culinario, quello che voi chiamate ‘ Cenatown’, affonda le sue radici proprio negli anni a cavallo fra il 70 e gli 80».

Tesconi, in quel periodo, è un’anima irrequieta: adora viaggiare, conoscere, condividere con i grandi della cucina: «Penso a Sirio Maccioni, ai Mariani che stavano acquisendo Villa Banfi, a Roger Vergé, tutte persone con cui mi sono confrontato e da cui ho imparato. Ma il mio ruolo era un altro, non la cucina, ma la gestione di un ristorante. E così mi ritrovai in Germania a fare da primo consulente per alcune catene alberghiere. Un’esperienza importante, anche se dopo aver detto basta prima con il Gatto Nero – rilevato a suo tempo da Giannetti, ex Sci – poi con la Germania, fui nominato direttore del Calandrino a Calcinaia, un centro turistico di alto livello, con proprietari i fratelli Pellinacci, gli stessi che per un periodo, prima di Guidi, gestirono La Bussola. Poi il ritorno a casa, in Versilia, al Lido Bistrot, sul mare, a Fiumetto, con i fratelli Destro: 10 anni di gestione, forno a legna e pesce di qualità. Splendida esperienza. Ma tutto ha un suo tempo». E il cerchio di Tesconi si chiude nella scorsa primavera, quando decide di tornare da protagonista nella ‘ sua ‘ Pietrasanta, aprendo, supportato dai familiari, il ristorante Corte Lotti. “ Sento dire che siamo un po’ decentrati, ‘ fuori mano’, quando le mura sono invece solamente ad un centinaio di metri. Ecco, magari sarebbe il caso di valorizzare questa splendida piazzetta Lotti: qualche iniziativa, qualche mostra».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa