Italia
Ospedale, tagli su menù e turni di pulizia
Ridotta la varietà di cibo e bevande per i pazienti. L’Asl: cerchiamo di risparmiare dov’è possibile
VIAREGGIO. L’aranciata? Se la vuoi te la prendi da solo - pagandola - al distributore automatico. Così le posate: devi portartele da casa. E sui piatti, dovrai accontentarti del menù settimanale.
Secondo il governatore Enrico Rossi con questi tagli alla sanità ci sarà da scendere in piazza. Intanto, più modestamente, i pazienti e i dipendenti dell’ospedale Versilia fanno i conti con l’esigenza di risparmiare su tutto. L’Asl, dal canto suo, assicura: «Cerchiamo di ridurre le spese nel modo meno fastidioso possibile per gli utenti».
Meno varietà nel menù. I risparmi su mensa e ristorazione dei pazienti sono stati decisi dall’Estav, l’organismo che presiede alle Asl della futura maxi-provincia tirrenica. Gli appalti per questo tipo di servizio, infatti, non vengono fatti dalla singola azienda sanitaria, ma dall’ente superiore che in questo modo - così si sostiene - risparmia. Ogni Asl, poi, decide come applicarli nell’organizzazione quotidiana.
Ecco allora che all’ospedale si riduce la varietà delle pietanze disponibili a pranzo e cena; si dice stop alle bibite; si invita i pazienti a portarsi le posate da casa.
«Non si tratta di modifiche sostanziali - spiega il direttore amministrativo Claudio Rapalini - è chiaro che abbiamo ritoccato qualcosa, in modo da ridurre i costi. Ma almeno fino ad ora non ci sono state proteste da parte dei cittadini».
Per quanto riguarda la bibite, tra l’altro, c’è anche una questione di salute: fanno male, si sa. E quindi l’Asl fa bene, anzi benissimo, a non “passarle”.
I turni di pulizia. L’altro aspetto curioso è che sono stati ridotti i turni di pulizia. Non nelle stanze dei pazienti, per carità - anche perché sarebbe un bel guaio - ma negli uffici dove lavorano i dipendenti. Pare (su questo aspetto infatti non abbiamo avuto conferme) che da un turno quotidiano si sia passati a un turno settimanale. Senza, tuttavia, notare grosse differenze, come assicurano gli stessi dipendenti Asl. «A meno che non diventiamo improvvisamente tutti più “sporchi” - si fa notare con ironia - si può andare avanti anche così».
Il guaio, semmai, sarà per le cooperative che hanno in appalto il servizio. E che si vedranno abbassare ulteriormente i carichi di lavoro, quindi gli stipendi. Col rischio di mandare a casa qualcuno.
C’è da stringere la cinghia. D’altra parte questi sono momenti di passaggio, dove una decisione presa o meno può portare a delle conseguenze ben più pesanti. I tagli chiesti all’Asl versiliese, una decina di milioni di euro da qui alla fine dell’anno, sono consistenti, ma forse sono nulla rispetto a quanto accadrà l’anno prossimo, dove si deciderà chi andrà avanti e chi no. Insomma: se Rossi pensa di andare in piazza, i primi a muoversi dovranno essere i cittadini della Versilia.
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