Sicurezza
Nuovo consiglio alla Misericordia
Oggi si vota, per tutta la giornata. L’Arciconfraternita vive fra scontri interni e crisi economica
VIAREGGIO. Una giornata per votare, alla sede di via Cavallotti, il rinnovo parziale del consiglio della Misericordia, l’Arciconfraternita guidata da Roberto Monciatti. Sarà poi il nuovo organismo a mettere mano all’elezione del nuovo presidente. In posizione di favorito, neanche a dirlo, c’è nuovamente lo stesso Roberto Monciatti. Reduce da un anno molto difficile.
È l’estate del 2011 quando l’uomo che rappresenta uno dei poteri della città annuncia, dalle frequenze di Rete Versilia (emittente voluta nonostante i parere contrastanti di una parte dell’Arciconfraternita), l’intenzione di ritirarsi gradualmente dalla scena cittadina, salvo restare all’interno dell’associazione di volontariato ma con un ruolo defilato.
Le difficoltà economiche della Misericordia sono pesanti. I lavoratori delle cooperative che assicurano i servizi dell’associazione, tutti molto delicati, vengono messi in cassaintegrazione uno dietro l’altro.
Si comincia con il cimitero, e si continua con le case-famiglia, che vengono chiuse a pochi anni dall’inaugurazione della nuova struttura di via Cavallotti, l’ultimo anno di amministrazione di Marco Marcucci.
Oggi la cassa integrazione ha colpito anche il “regno” di Monciatti: quella televisione locale che - una volta ottenute le frequenze del digitale grazie alla morte di “Canale 39” e alla sua rinascita, in forma assolutamente diversa a Lucca - sembra non aver saputo che farsene. I 13 dipendenti si interrogano sul proprio destino e su un piano di rilancio che Monciatti ha presentato ma che non ha convinto nessuno. Intanto, la domenica non va più il onda il telegiornale.
Lo scontro all’interno della Misericordia ha avuto, tra i punti centrali, la gestione dell’hotel Poseidon, nella mani della società fondata da Roberto Monciatti e dalla moglie. Scontri in tribunale, contratto rinnovato sei anni più sei, confronto serrato su di chi siano i soldi dell’incasso: di Monciatti o della Misericordia? Il tema - come denunciato a fine estate da - è stato al centro di uno scontro estivo all’interno dell’Arciconfraternita: «Sarebbe un’ipocrisia non ammettere che nell’Ente, oltre ad una grave crisi economica, figlia in tutto o in parte della più globale crisi economica che si è abbattuta sul Paese, è in atto una frattura tra i membri del Magistrato che di giorno in giorno diviene sempre più insanabile». Parole pesanti quelle di Gabriele Cipriani, Conservatore della stessa Misericordia, che nel settembre scorso ha deciso di uscire allo scoperto. Contestando a Monciatti di aver negato la riunione di Magistrato richiesta per trattare proprio la questione “Poseidon”.
In mezzo al declino, almeno economico dell’Arciconfraternita, si è mosso Giuliano Micheli, vice presidente. Dal quale - sostiene il gruppo che contrasta ormai apertamente l’operato di Monciatti - ci si sarebbe aspettati qualcosa di più nel senso del cambiamento auspicato di pagina.
Così non sarebbe stato - questa la contestazione - a causa del fatto che Micheli stesso si sarebbe un po’ “defilato” dallo scontro in atto. Scontro che in qualche modo rischierebbe di coinvolgere (o travolgere) anche il Partito democratico. Che vede da una parte il genero di Micheli, Leonardo Betti, in corsa per le primarie a candidato sindaco; e dall’altra David Zappelli, candidato dei “renziani”, membro dello stesso consiglio della Misericordia rinnovato nel 2010.
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