Sicurezza
Fiera: vertice a Genova Il Polo tratta con Ucina
Fissato l’incontro al 23 novembre. Ma si muove anche il Club nautico Organizzata una riunione con l’ammiraglio Brusco ed il senatore Pieraccini
VIAREGGIO. Il 22 novembre Riccardo Cima sarà a Genova per trattare con Ucina la rinascita della mostra nautica in Darsena.
Cima, noto professionista versiliese, sarà a Genova con un mandato importante. Ha dalla sua l’ok delle dieci aziende del polo nautico, l’ok di Azimut-Benetti, il via libera di Balducci (Overmarine) e del gruppo Codecasa.
Insomma, al di là di poche defezioni (più personali che altro, vedi Massimo Perotti di Sanlorenzo che ha detto no alla fiera a Viareggio) Cima va a Genova con un ampio mandato.
L’incontro a Genova arriva dopo una lettera che Cima ha inviato alla stessa Ucina un paio di settimane fa e dopo avere contatti con Gianni Policardo che è stato a lungo l’uomo-macchina di Paolo Vitelli quando guidava gli industriali della nautica.Mentre Cima si muoveva, arrivava ieri una breve notizia dal Club nautico di Viareggio, guidato dall’avvocato Cima. Un comunicato che annuncia che il primo dicembre ci sarà un incontro nella sede del circolo per parlare di manifestazione nautica.
Non si dice altro che non il fatto che l’incontro è stato sollecitato dal senatore Giovanni Pieraccini e dall’ammiraglio Marco Brusco, attualmente subcommissario prefettizio chiamato dal dottor Mannino a seguire varie cose, comprese il porto di Viareggio.
L’incontro è stato programmato alle 10 del primo dicembre, un sabato. Ma quando Cima sarà già ampiamente tornato da Genova con notizie vere sulle possibilità che Viareggio ospiti la fiera. E del resto in questa fase della storia di Viareggio, il club nautico è istituzione – forse per scelta – che incide ormai ben poco.
Ma torniamo alla storia della mostra nautica. Tutto deflagra quando Paolo Vitelli, patron di Azimut-Benetti e oggi il padrone della nautica italiana dopo che Ferretti è finito in mani cinese, alla vigilia del Salone 2012, apertosi sabato 6 ottobre scorso. annuncia che la Mostra a Genova è finita. Troppo cara per le aziende , troppo triste per i visitatori. Troppo tutto. Per Vitelli l’alternativa è una mostra più leggera e divertente. Dove? Vitelli fa due nomi nell’intervista rilasciata al Giornale: Viareggio o Fiumicino. Ma la verità è che Vitelli pensa alla Toscana. Lo si scopre quando il governatore Enrico Rossi fa endorsement. Ovvero appoggia ufficialmente l’iniziativa di Vitelli per una mostra a Viareggio e rivela che il patron di Azimut-Benetti gliene aveva già parlato. Ben prima del salone.
Finita la fiera (con meno 22% di visitatori) Vitelli e l’Ucina hanno iniziato il pressing su Genova. Ma a Viareggio, una tantum, non sono rimasti con le mani in mano.«La nostra idea – spiega Riccardo Cima – non è trasportare la fiera di Genova a Viareggio. La nostra proposta che faremo all’Ucina è una mostra per le barche sopra i 24 metri, quelle che gli americani chiamano superyachts».
Una sorta di alternativa italiana al boat-show di Montecarlo?
«Non sarei così ottimista o megalomane. Immaginiamo una manifestazione con le grandi barche in acqua. Lasciando la piccola nautica e la vela a Genova, o dove vorranno».
Le ultime notizie che arrivano da Genova dovrebbero far correre Viareggio. verso la rinascita della mostra nautica. Come si legge sul Secolo XIX, quotidiano del capoluogo ligure, fra la Fiera e l’Ucina siamo allo scambio di lettere in cui si chiedono reciprocamente dei soldi avanzati dal passato.
E poi c’è Paolo Vitelli che giusto lunedì su Repubblica ha ribadito questo giudizio su Genova: Fiera triste, visitatori tristi, industria squallida.
Va bene che l’uomo è piemontese, ma più tranchant di così è veramente difficile.
Insomma Viareggio si muove e non è poca cosa.Ma per fortuna si rimuove anche la nautica, nel senso di cantieri.
«Diciamo che il momento peggiore è passato – conferma Riccardo Cima, commercialista che segue molti cantieri – tornano le commesse. Francesco Guidetti per il 2013 ha già in portafoglio 6 yacht. Certo non sono le 24 barche di qualche anno fa che aveva Fipa-Maiora , ma per risalire la china è un buon inizio. Se un problema c’è e tutti lo conoscono è quello della forte esposizione bancaria che denunciano un po’ tutti i cantieri. Che pesa molto sulle aziende. In alcuni casi i bilanci, nonostante la crisi, sarebbero ampiamente in attivo se non ci fossero gli oneri passivi per gli interessi in banca»
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