Sicurezza
Balneari preoccupati per le scogliere antierosione a Massa
L’associazione: ci danneggeranno, il Comune intervenga e affidi a un esperto la valutazione del progetto
FORTE DEI MARMI. La Forte balneare è già in subbuglio alla sola notizia che potrebbero essere presto realizzate nuove scogliere per bloccare l’erosione nella zona apuana.
La notizia è di qualche giorno fa: in regione sarebbe arrivato il vi libera a una variante relativa al progetto antierosione della costa massese. Un ok che si tradurrebbe nella sistemazione di setti (tecnicamente barriere) non di geotubi (come nel progetto iniziale) ma di altro materiale. Scogliere appunto. E la cosa non piace a chi di spiaggia vive da sempre: sia al Cinquale che a Forte dei Marmi.
Da sempre la capitale vip della Versilia guarda con timore a ciò che si è fatto finora da Marina di Carrara verso levante, e così come ci fu una forte levata di scudi contro l’ampliamento del porto carrarese, così c’è da aspettarsi adesso una nuova forte presa di posizione se la variante in questione non darà garanzie totali di non spostare a levante l’erosione.
«I primi a farne le spese sarebbero i colleghi dei Bagni del Cinquale – spiegano dall’Asso Balneari del Forte – ma le distanze ora sono davvero minime, e se si considera che da qualche anno anche sulla spiaggia libera di Vittoria Apuana sono comparsi i primi sassolini frammisti alla sabbia , c’è di che preoccuparsi». «Non si deve mai dimenticare – ribadisce il presidente dell’Unione Bagni, Franco Giannotti – che Forte vive di una mono-economia turistica, che se malauguratamente dovesse saltare o essere danneggiata irreparabilmente nel suo core business turistico e cioè la spiaggia, significherebbe senza parafrasi il crollo dell’economia cittadina. È chiaro che ci preoccupa l’erosione, almeno quanto i provvedimenti per arginarla, che francamente finora sembrano sempre poco soddisfacenti e comunque finiscono con lo snaturare l’immagine dei luoghi. Come Balneari del Forte - continua Giannotti - abbiamo già invitato il sindaco Buratti a prendere contati con le Autorità apuane e anche a dare un incarico a uno specialista di chiara fama, come potrebbe essere, ad esempio, il prof. Mauro Rosi, che undici anni fa organizzò proprio qui al Forte il famoso Convegno internazionale sull’erosione. Dobbiamo vederci chiaro e dobbiamo soprattutto poter contare sul fatto che i lavori programmati al nostro ponente, sulla costa massese, non rechino alcun danno al Cinquale e di conseguenza anche a noi».
Dal municipio intanto fanno sapere che Buratti intende seguire da vicino e in prima persona una questione. Sul tema un esperto come Rosi dichiarò che «gli interventi fino ad ora adottati per la difesa delle spiagge sono stati fatti in maniera totalmente empirica e frammentaria e non abbiano tenuto in minimo conto le esigenze di un turismo balneare di qualità. Le scogliere della Partaccia e di Marina di Massa, che pure hanno prodotto qualche magro risultato in termini di rigenerazione di arenili, sono un pugno nello stomaco al paesaggio e ostacolano il ricambio dell’acqua sottocosta facendo scadere la qualità della balneazione. Le cosiddette difese rigide (scogliere) sono oggi considerate strategie obsolete che servono a tamponare ma non a risolvere il problema. Le scogliere devono essere sostituite dalle “difese morbide” ovvero dal versamento di masse di sabbia sottocosta eventualmente accompagnate dalla costruzione di barrire sommerse, facilmente rimovibili, che abbiano la funzione di ritardare l'asportazione della sabbia da parte del moto ondoso e delle correnti».
Angelo Petri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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