«Ormai siamo di fronte a un moribondo»
Giannessi (Ascom): se non troviamo una cura per il commercio viareggino perderemo il malato
VIAREGGIO. «Il rischio? Che si individui una cura giusta quando ormai il malato è morto. Così non dovremo più discutere se sia giusto fare o meno controlli, sanzionare o meno chi non rispetta le regole. Semplicemente non ci sarà più niente da controllare e sanzionare: sarà tutto chiuso come del resto abbiamo visto sta accadendo in Grecia».
Graziano Giannessi, presidente dell’associazione dei commercianti Ascom Confcommercio non è preoccupato dei controlli che l’amministrazione comunale ha annunciato di voler attivare nella zona di piazza Cavour sui chioschi chiusi e sull’occupazione abusiva di suolo pubblico. Anzi. «Su questo fronte - afferma - abbiamo detto e ribadiamo che da parte nostra ci sarà la massima collaborazione». Tuttavia non nega che la questione stia agitando gli animi degli esercenti viareggini che opera al Piazzone e invita tutti alla massima cautela.
«Qui non si tratta di stabilire se sia giusto o meno rispettare le rgeole: è chiaro che bisogna essere nella legge - continua Giannessi - al contempo, però, rendiamoci conto che quello che abbiamo di fronte è un moribondo». Una definizione che purtroppo sembra calzare a pennello per il commercio viareggino. E non a caso a darla è chi di commercio in città ormai si occupa da decenni.
«Io mi auguro fortemente che non sia così - continua Giannessi - spero di sbagliarmi: ma quello che si profila sembra un anno ancora peggiore di quello che abbiamo appena trascorso»: Una previsione devastante per la città se dovesse concretizzarsi sul serio.Lle chiusure di attività commerciali sono già centinaia: solo in centro a Viareggio si contano quasi 500 fondi tra quelli in vendita e quelli in affitto. E spesso chi sfida la sorte,, affitta e apre, si ritrova costretto a mollare dopo soli pochi mesi.
La situazione che racocntano i commercianti di Piazza Cavour è certamente macroscopica. Ma non è diversa da quella di altre zone della città, compresa la Passeggiata: salotto buono dove non mancano chiusure e cessioni di attività storiche. «Se andiamo avanti così - conclude Giannessi - al Comune non servirà più parlare di “coni visivi” sulle traverse della passeggiata, nè di occupazioni abusive di suolo pubblico perché non ci sarà più niente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
