Il Tirreno

Versilia

Incassi da 50 euro al giorno: così muore piazza Cavour

di Valentina Landucci
Incassi da 50 euro al giorno: così muore piazza Cavour

I commercianti: «Il Comune fa l’esattore ma noi non ce la facciamo più: almeno abbassateci le tasse»

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VIAREGGIO. In cassa ieri mattina le cifre variavano dai 20 ai 45 euro. Ma la media giornaliera si aggira, un po’ per tutti, sui 50 euro. Qualcosa di più nei giorni del mercato settimanale. «E poi ci si stupisce se i chioschi sono chiusi».

Mancano pochi minuti a mezzogiorno. Al piazzone si incrocia qualche anziano, qua e là gruppetti di extracomunitari. Niente di più.

Gli unici negozi con un po’ di via vai sono gli alimentari e le panetterie. Vuoti i banchi dell’abbigliamento, dei tessuti, delle scarpe. E non importa se a gestirli c’è un cinese, un pakistano o un viaregginissino e storico titolare di uno dei chioschi. Chi è aperto non fa affari. E così si spiegano i chioschi - tanti - chiusi da settimane. Da mesi.

«Il valore commerciale di un banco del genere negli anni è crollato - spiegano i commercianti della zona - so di proprietari che li danno via per poche centinaia di euro al mese. Giusto per coprire i costi fissi e non tenere la saracinesca abbassata».

La voglia di sfogarsi è tanta. Quella di denunciare cosa non va, con il proprio nome e cognome, un po’ meno. All’orizzonte - così ha annunciato il Comune - ci sono controlli su occupazioni abusive del suolo pubblico e chioschi chiusi. Quindi è bene stare cauti, non mettersi in vista sollevando qualche polverone, almeno formalmente. Anche se poi i motivi per essere arrabbiati sono tanti e sotto gli occhi di tutti. E basta chiedere qua e là che fioccano lamentele.

«Vengono a chiederci il conto per qualche metro quadro di troppo? - si domanda uno degli storici operatori del mercato - facciano pure: ma io i soldi per pagare la multa non li ho. Se metto insieme 40, 50 euro al giorno è tanto. Come potrei pagare una sanzione magari da 400 euro? Il Comune fa l’esattore ma poi non prende provvedimenti per riqualificare questo pezzo di città».

I negozianti chiedono all’amministrazione comunale almeno un segnale: «Vogliono darci una mano? Abbassino le tasse perché quelle sono solo aumentate negli anni mentre i nostri incassi sono crollati».

Il Piazzone ieri si presentava così: rifiuti accatastati intorno ai cestini della spazzatura che nessuno, per ore, è venuto a rimuovere. Piccioni ovunque: loro sì veri padroni di piazza Cavour. Alberi sofferenti, forse malati. Marciapiedi bucherellati e pericolosi. E tante troppe, saracinesche abbassate (21 solo i chioschi, poi ci sono anche i negozi).

Qualche iniziativa per animare il mercato, di tanto in tanto, i commercianti tentano di organizzarla, frugandosi nelle tasche (visto che di risorse pubbliche ne arrivano sempre meno) e qualche volta scontrandosi con la burocrazia. Bastano? Probabilmente no.

«I progetti di riqualificazione sono spariti - concludono in coro i commercianti di piazza Cavour - e il degrado si vede ovunque. Le responsabilità? Purtroppo vengono da lontano».

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