Sicurezza
Rimossi gli striscioni contro le stragi
I vigili portano via i cartelli dei cittadini lungo la Sarzanese, manca l’autorizzazione. I residenti: offensivo per le vittime
CAPEZZANO. Se invece di risolvere un problema segnalato dai residenti, fai sparire gli striscioni di protesta, il rischio è che i toni si accendano. Ed è proprio quello che è successo a Capezzano dove la polizia municipale è intervenuta sulla Sarzanese per far rimuovere gli striscioni di contestazione appesi lungo la strada. La popolazione insorge: «È questo il problema più urgente della municipale?». La minoranza chiede spiegazioni al sindaco. Gli striscioni sono apparsi, dai balconi delle case e sulle vetrine dei negozi, dopo il doppio incidente mortale costato la vita ad un signore di Camaiore e ad un ragazzo di Capezzano, che si sono verificati nel giro di qualche giorno proprio sulla via Sarzanese, qualche mese fa. Di recente però ne era stato affisso un altro, davanti al bar 'Il gallo della Checca'. Con un preciso messaggio: sono i nostri amministratori i responsabili di eventuali altri incidenti su questa strada.
A rimuovere gli striscioni è intervenuto il comando della polizia municipale.
«Da mesi chiediamo controlli su questa strada e interventi per diminuire la velocità - dicono alcuni paesani - e loro che fanno? Si preoccuppano di togliere un cartello».
Si dice sbigottita anche Caroline Benedetti, compagna dell'ultima sfortunata vittima della strada, Giovanni Fortunato, e prima firmataria delle petizione con oltre 1.500 firme consegnata in Comune.
«Noi ancora stiamo aspettando qualche intervento tra cui gli autovelox - dice - e sinceramente venire a togliere gli striscioni dalla strada è quasi offensivo».
Si difende però il comandante della Pm, Carlo Palmerini. «Non siamo mai entrati, e non vogliamo entrare, nel merito del messaggio riportato dallo striscione. A noi questo non interessa. L'unica cosa che abbiamo garantito - spiega - è il rispetto dell'articolo 23 del codice della strada: per affiggere cartelli e manifesti ci vuole un'autorizzazione. Noi ci siamo limitati a far rispettare una legge».
Il caso però non finisce qui. Il consigliere comunale del gruppo misto (ex Udc) Riccardo Bonuccelli proprio ieri ha infatti depositato una interrogazione in Comune.
«Ad oltre due mesi dall’incontro con i cittadini di Capezzano - premette - nulla ancora si è saputo sugli impegni assunti, in quella sede, dall’amministrazione in alla messa in sicurezza di quel pericoloso tratto di strada».
Per questo Bonuccelli chiede di sapere se in questo lasso di tempo «è stato elaborato il famoso piano di sicurezza della strada Sarzanese nel tratto di attraversamento della frazione dalla rotonda di Via Italica alla rotonda di Via Arginvecchio», se è stato "elaborato il progetto di riqualificazione del centro storico di Capezzano Pianore nella parte inerente anche la messa in sicurezza degli attraversamenti stradali, dei marciapiedi e dei tratti pedonali». E infine chiede di sapere "per quali motivi sono stati rimossi i cartelli spontanei del comitato dei Cittadini posti lungo quel tratto “maledetto” di strada ed in particolare quello indicante le eventuali responsabilità degli amministratori inadempienti, con il solo ed unico scopo di mantenere viva l’attenzione del pericolo costante che corrono quotidianamente i cittadini e del perché, se contrari al Codice della Strada, siano stati rimossi solo ora dopo mesi dalla loro installazione mentre esistono ponti, pericolosi, senza parapetto» .
I residenti di Capezzano sono sul piede di guerra dopo due incidenti mortali avvenuti durante l’estate.
Nel primo perse la vita un notissimo commerciante, Vincenzo Giannecchini. L’uomo era uscito dalla sua graria per andare a comprare del pane quando fu investito da un furgoncino.
Poche settimane dopo Giovanni Fortunato, figlio dei titolari della pizzeria Prima o Poi fu investito da una macchina mentre tornava a casa in bicicletta dopo essere uscito dal lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
