Il Tirreno

Versilia

Imu, il Pd chiede di rivedere le aliquote

Imu, il Pd chiede di rivedere le aliquote

«Si dia un segnale distensivo a chi ha concesso la casa ai figli o l’ha affittata in modo regolare»

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Anche il Partito democratico interviene sulla questione Imu prima casa, che a Viareggio è stata fissata al 6 per mille, una quota elevatissima e che non ha pari in Toscana. Il Pd chiede, in particolare, che si punti ad aiutare chi ha concesso una casa in comodato gratuito ai figli e chi l’ha affittata.

«Ancora una volta - si legge in una nota - ci tocca intervenire sulle decisioni del commissario prefettizio, in questo caso sulla scelta di applicare l’aliquota massima Imu alla prima casa, il 6%. Come emerge dal Tirreno è di gran lunga la città più tartassata tra le 15 città più importanti della Toscana e ciò significherà una rata esorbitante per i nostri concittadini, che evidentemente dovranno pagare i disastri dell'amministrazione Lunardini, che probabilmente avrebbe operato nello stesso modo se oggi fosse ancora al governo della città. Inoltre si deve fare un ragionamento anche sull’impostazione ragionieristica del commissario prefettizio che eccede nel caricare i viareggini, proprietari di prima casa e anche quelli che hanno una seconda concessa in comodato ai figli o locata in modo trasparente. Riteniamo che pur nella necessità di reperire risorse per contenere il debito pubblico e assestare il bilancio dello Stato, del quale fa indubbiamente parte anche il bilancio del comune di Viareggio, sia necessario modulare nel segno dell’equità l'articolazione delle aliquote Imu, cercando di ridurre al massimo l’impatto sociale di questa imposizione. In questi periodi di grande difficoltà si deve assolutamente tutelare chi ha redditi bassi e chi si comporta correttamente sia dal punto legale che sociale, imponendo regimi più severi laddove valori catastali, redditi e rendite di posizione immobiliare garantiscano gettiti adeguati oltre a dare un segnale che favorisca l'emersione e la tendenza a migliorare la disponibilità di case in affitto. Crediamo inoltre che si possano ancora trovare risorse dal completamento dell’aggiornamento delle rivalutazioni catastali di aree cittadine. Colpire tutti indiscriminatamente con il massimo delle aliquote (6 per mille per tutte le prime case e 10,6 per tutte le seconde) può favorire la copertura di futuri interventi ma dà un segnale negativo su chi veramente si deve mettere le mani in tasca e su chi invece nelle tasche comincia a non trovarci più niente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa