Il Tirreno

Versilia

Guidugli si dimette Credito coop nel caos

di Corrado Benzio e Luca Basile
Guidugli si dimette Credito coop nel caos

Il presidente «sfiduciato» dal consiglio di amministrazione che vota contro la già annunciata apertura di una filiale della banca nel centro di Lucca

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PIETRASANTA. Terremoto ai vertici della Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana: nella giornata di ieri si è dimesso il presidente, il notaio Umberto Guidugli.

Un’uscita di scena inaspettata anche se da giorni si vociferava di una crisi di rapporti fra il numero uno della stessa banca e una parte del consiglio di amministarzione o meglio ancora con alcuni componenti di un consiglio rieletto solo pochi mesi fa a larga acclamazione.

Guidugli – irraggiungibile telefonicamente nella giornata di ieri – ha protocollato la propria lettera di dimissioni valutando evidentemente, da uomo pragmatico quale è, con molta attenzione tutti i risvolti legati al suo ruolo.

Da qui la decisione di un’uscita di scena che fra oggi e domani verrà immediatamente discussa dallo stesso consiglio di amministrazione convocato, come prassi in questi casi, con carattere d’urgenza.

Ma perché Guidugli ha deciso per il passo indietro? Non certo, a quanto pare, per la situazione economica della banca, molto più solida e sicura rispetto ad altre realtà e dalle prospettive più che incoraggianti: più probabilmente la causa scatenante è da ricollegarsi ad un cda andato in scena due settimane fa.

Consiglio dove all’ordine del giorno c’era l’apertura di una nuova filiale a Lucca, scelta sostenuta e portata avanti dallo stesso Guidugli che invece, al momento del voto, è stato messo in minoranza.

La riflessione conseguente del numero uno della Bcc è stata dunque quella di non godere più della fiducia del suo consiglio: a questo punto si sono susseguiti colloqui, diretti ed indiretti, fra le parti interessate, con il coinvolgimento dei sindaci versiliesi e di Sarzana – che hanno ribadito stima e appoggio a Guidugli -, ma alla fine tutto questo non è stato sufficiente e si è appunto arrivati alle dimissioni di ieri mattina. Ma perché lo stop sempre dal cda – la cui maggioranza dei componenti è notoriamente filo-Guidugli – all’ipotesi Lucca? Forse per timore di un ulteriore ‘ allargamento’ della banca in un momento comunque non semplice a livello generale o forse ancora per dare un segnale al presidente richiamato, stando a certe voci, ad una maggiore collegialità nel prendere e portare avanti determinate politiche bancarie. Segnale che però Guidugli ha interpretato come atto di sfiducia.

Da qui le dimissioni che il consiglio, con ogni probabilità, respingerà. Resta adesso da capire se Umberto Guidugli insisterà ribadendo come irrevocabile la decisione o se ancora deciderà di proseguire ilsuo mandando fissando tutta una serie di paletti tali da ribadire, anzi, rafforzare il proprio ruolo di guida e riferimento della banca.

Guidugli, stimato notaio con studio in piazza Duomo, aveva annunciato l’apertura della filiale di Lucca in occasione dei festeggiamenti per la banca.

Una apertura per Guidugli dal forte carattere simbolico. Lo aveva detto lui stesso con orgoglio.

La ex «banchina» versiliese entrava in uno delle città che hanno la storia della banca, con Firenze e naturalmente Siena. E vi entrava quando l’ex Cassa di risparmio di Lucca (dove Guidugli era stato membro del cda) cambiava addirittura nome.

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