La protesta
Balneari: ok l’attacco al decreto spiagge
Soddisfazione per la mossa dei senatori. Intanto Granaiola (Pd) propone di allungare le concessioni
VIAREGGIO. Notizie positive, ma la battaglia è ancora lunga. Così i balneari commentano gli emendamenti presentati in Senato per “cassare” il decreto spiagge e allungare le concessioni fino al 2045.
«Qualche allentamento del “cappio” lo percepiamo, forse favoriti dalla vicenda spagnola - scrive Emiliano Favilla del Comitato dei bagni - Nelle forze politiche aumentano i dubbi su certe soluzioni capestro, nel merito del riordino del demanio marittimo, così come il governo Monti, in continuità con il governo precedente, intende portarle avanti con la Comunità Europea. La “bozza Fitto" magari camuffata, continua ad aleggiare nell'aria, ma di contro si è sviluppato un movimento di pensiero che cerca di far capire che senza il buon senso l'unico risultato certo, è la distruzione di un sistema turistico balneare che (riconosciuto da tutti) è uno dei pochi settori che funziona e che è fondamentale preservarlo specie in un momento drammatico dell'economia del nostro paese».
«La Toscana con il Presidente Enrico Rossi si è dimostrata in più occasioni intenzionata a risolvere il problema a volte; però notiamo contraddizioni sulle quali, visto la disponibilità del presidente Enrico Rossi stiamo lavorando per una maggior comprensione. Con la Regione Emilia Romagna, invece, le contraddizioni sono più marcate. Soprattutto l’assessore regionale Maurizio Melucci, ha dimostrato di non aver ancora capito che se rimangono le aste (evidenze pubbliche) ogni soluzione, nelle pur buone intenzioni, è destinata a non risolvere il problema della precarietà e dell’incertezza. Per questi motivi è necessario a brevissimo un incontro con il presidente dell' Emilia Romagna Vasco Errani. Su questo come comitato stiamo sollecitando con forza tutte le porti sociali di categoria per organizzare una manifestazione unitaria con presidio davanti alla sede della regione dell'Emilia Romagna di Bologna».
Nel frattempo la senatrice Pd Manuela Granaiola ha presentato a Palazzo Madama emendamenti per favorire l’allungamento delle concessioni per un periodo che vada da 30 a 75 anni, con una proroga della scadenza dal 2015 al 2020.
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