Il Tirreno

Versilia

«Pontile? Tutto regolare» La versione di Castellacci

di Gabriele Dini
«Pontile? Tutto regolare» La versione di Castellacci

Il dirigente, imputato per i project financing, si difende per tre ore in aula «Sono soltanto un ingegnere di campagna, a decidere erano i politici»

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CAMAIORE. «Sono solo un ingegnere di campagna, ho rispettato tutte le regole. I cambiamenti nelle convenzioni per il project financing sono stati decisi dalla giunta e dal consiglio comunale, io ho solo dato il mio parere tecnico lavorando per far ottenere il meglio al Comune». Il dirigente del comune di Camaiore Claudio Castellacci ha parlato ieri per quasi tre ore, in veste di imputato, di fronte ai giudici del collegio del tribunale di Lucca. Castellacci ha presentato documenti (lettere protocollate, delibere di giunta e decisioni del consiglio comunale) per raccontare la sua verità e replicare alle gravi accuse piovutegli addosso nell’inchiesta sul Pontile e sul recupero dell’area ex-Bussoladomani condotta dal pm Fabio Origlio per i project financing sul Pontile e sul recupero dell’area ex-Bussoladomani.

Il dirigente ha risposto con precisione alle domande poste dal suo avvocato Antonio Rovini e poi al brevissimo controesame del pubblico ministero (che ha insistito molto sulla condanna a un mese - per la quale è già stato fatto ricorso in appello - arrivata dal tribunale di Viareggio per l’autorizzazione paesaggistica mancante per il Pontile).

Gran parte delle domande si sono concentrate sul project per il pontile e sui parcheggi. Secondo l’accusa Castellacci avrebbe agito in modo da far ottenere l’appalto per il Pontile alla Project Pontile Lido Srl (di cui fanno parte la Varia Costruzioni, la Quadrifoglio e la Bicicchi Felice Srl) non pubblicizzando il bando per il project financing e cambiando la convenzione per far ottenere vantaggi alle ditte interessate. Come compenso avrebbe ricevuto una tangente da 210mila euro.

Castellaci ha spiegato in aula che il progetto del Pontile era già presente nel piano regolatore approvato dalla giunta Ceragioli nel 1999 e che nell’affidarne la realizzazione e la progettazione sono state rispettate tutte le procedure previste dalla legge. «Il bando di gara - ha detto Castellacci - fu pubblicizzato in ogni modo possibile. Alla licitazione privata si presentarono due aziende: una era di Caserta e fu esclusa perché non aveva i requisiti; un’altra, di la Spezia, alla fine non presentò la sua offerta. Così il project andò al gruppo di società che avevano proposto la costruzione, cioè la Project pontile: è una procedura normalissima».

Un’altra delle accuse è quella di aver ampliato il numero di parcheggi per far avere un vantaggio economico alla Project Pontile (e procurando così un danno economico al Comune).

«Quei parcheggi furono aumentati dall’amministrazione in accordo con le ditte - ha spiegato il dirigente del Comune - a me fu solo chiesto un parere tecnico. Quando si stipula una convenzione per un progetto del genere è normale che i corrispettivi da dare alle aziende cambino nel tempo: ci sono molti imprevisti e spese non quantificabili sulla carta. Il Comune non ha subito alcun danno ».

Molte domande anche sulla gara sulla riqualificazione dell’area di Bussoladomani e per il parcheggio sotterraneo di piazza Brodolini. Qui Castellacci è accusato di aver favorito il consorzio milanese “Stabile” lavorando al contempo per far ottenere una parte dell’appalto alla Varia. «La gara andò deserta - e il progetto proposto dalla “Stabile” è stato l’unico a superare tutti i passaggi burocratici. Varia era interessato ai parcheggi sotterranei e io ho fatto da tramite. Ma non per ricevere vantaggi personali bensì per far sì che il progetto venisse portato atermine in sicurezza».

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