Sicurezza
In balìa dei banditi per oltre mezz’ora
Cinque banditi col passamontagna e armati di pistola assaltano una casa e legano le cinque persone presenti
PIANO DI MOMMIO. Per oltre mezz'ora sono rimasti in balìa di cinque banditi armati di pistola e incappucciati. Ai quali, sotto la minaccia delle armi, hanno dovuto aprire la cassaforte e consegnare anche il denaro che avevano in casa. Una serata da incubo, quella vissuta dai cinque occupanti di una villa sulle colline di Piano di Mommio. Con l'anziano proprietario, un imprenditore di 86 anni con un passato da campione di ciclismo nel Dopoguerra, che durante la rapina ha anche accusato un malore. E con altri due dei presenti alla scena a cui sono stati legati i polsi con del nastro isolante e dei lacci da elettricista per impedirne qualsiasi reazione. Alla fine la banda – composta da cinque giovani dai venti ai trent'anni con accento dell'Est Europa – è riuscita a fuggire con circa seimila euro in contanti e a far perdere le proprie tracce.
Armati e incappucciati. Tutto è cominciato intorno alle 19,20, quando all'interno dell'abitazione – una bella villa panoramica con un ampio frutteto arrampicata lungo l'ultimo tratto di via Vallero, una piccola strada che sale sulle colline proprio sopra la Sarzanese – si trovavano cinque persone: il proprietario Sergio Pagliazzi, ottantasei anni splendidamente portati, originario di Firenze, un passato nel ciclismo professionistico ai tempi di Bartali e Coppi, da oltre trent'anni trasferitosi in Versilia dove insieme ai figli gestisce la storica sala giochi della Passeggiata di Viareggio; la convivente di 54 anni; la figlia di quest'ultima, una studentessa del liceo classico di 17 anni; una coppia di ospiti di Massarosa che da qualche mese abita nella taverna con il figlio (quest'ultimo assente al momento della rapina). I primi ad accorgersi della presenza dei banditi sono stati proprio i due ospiti: la donna, che stava uscendo per andare al lavoro dalla sorella che gestisce un ristorante a Massarosa, ha infatti aperto la porta e si è trovata di fronte due dei cinque uomini con un passamontagna in testa e in mano una pistola. “Lì per lì ho pensato ad uno scherzo – racconta la donna – poi a me e a mio marito hanno puntato la pistola contro e ci hanno costretto a tornare in casa”. Una volta nella taverna, i banditi hanno fatto sedere la coppia sul letto ed hanno legato i polsi ad entrambi. E li hanno rapinati di quanto avevano nella borsa e nel portafogli.
L'irruzione nella villa. Il vero obiettivo della banda, però, era l'imprenditore proprietario della villa. Utilizzando la scala a chiocciola che collega la taverna alla villa, tre dei cinque malviventi sono saliti al piano di sopra. Dove Sergio Pagliazzi stava guardando la televisione al fianco della convivente. E' stata proprio la donna ad accorgersi per prima della presenza dei rapinatori. “Stavo andando ad inserire l'impianto d'allarme e mi sono vista di fronte un uomo incappucciato e armato di pistola e spranga. E sono rimasta impietrita dal terrore”, racconta ancora scossa. I banditi, a quel punto, le hanno chiesto se in casa c'era qualcun altro. E la donna ha spiegato loro che nella sua camera da letto c'era anche la figlia che stava studiando. “Ma per cortesia non fatele del male...”, li ha scongiurati. I banditi hanno costretto la ragazza ad aprire la porta. Poi uno di loro è entrato in camera per tenerla d'occhio mentre un altro ha cominciato a rovistare in ogni angolo della casa a caccia di denaro e gioielli, rovistando in armadi, cassetti e comodini. Poi i banditi si sono concentrati sulla convivente del proprietario. E, minacciando di fare del male alla figlia, le hanno chiesto di mostrare loro la cassaforte ed aprirla. La donna non ha opposto resistenza. Ed ha mostrato ai delinquenti il punto dove si trovava la cassaforte. Poi, sempre sotto la minaccia delle pistole, ha consegnato loro le chiavi per aprirla. E dalla cassaforte hanno portato via circa cinquemila euro in contanti. Ma i ladri probabilmente speravano in un bottino maggiore. E così hanno continuato a minacciare la donna perché consegnasse loro altro denaro. Tanto da farsi consegnare anche le poche decine di euro che la donna aveva nella borsa e portando via perfino 75 euro alla figlia.
Il malore dell'imprenditore. Mentre era in pieno svolgimento la rapina, Sergio Pagliazzi ha cominciato ad accusare un malore. Bianco, quasi cianotico, è stato soccorso dalla convivente. Che ha implorato i banditi di potergli portare un bicchiere d'acqua e misurargli la pressione. I cinque malviventi hanno acconsentito. Poi, visto che le condizioni dell'anziano imprenditore erano sempre critiche e la convivente chiedeva di poter dare l'allarme al 118, sono scappati via facendosi consegnare le chiavi dell'apricancello elettrico e portando via i telefoni cellulari dei presenti in modo da ritardare il più possibile la richiesta di aiuto. “Per fortuna, passato lo spavento, mi sono subito ripreso”, spiega Sergio Pagliazzi, che fortunatamente non è dovuto ricorrere neppure alle cure del pronto soccorso.
Caccia alla banda. Trascorso qualche minuto dalla loro fuga, è finalmente scattato l'allarme. E nel giro di alcuni minuti le volanti del commissariato di Viareggio hanno raggiunto la villa dell'imprenditore ed hanno raccolto le prime testimonianze. E' partita così una caccia ai cinque banditi con posti di blocco lungo la Sarzanese e lungo le principali arterie di uscita dalla zona. Ma le ricerche non hanno portato alcun esito. Ieri è toccato agli uomini della scientifica cercare tracce e indizi utili alle indagini. Ma i banditi hanno agito con i guanti portando via anche l'impianto di registrazione delle immagini a circuito chiuso catturate dalle telecamere del sistema d'allarme. Una delle piste sulle quali i poliziotti stanno lavorando è che gli autori del colpo possano essere gli stessi che alcuni giorni fa hanno messo a segno una analoga rapina al bagno Carducci a Forte dei Marmi. E che, soprattutto, potrebbe tornare a colpire presto.
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