Il Tirreno

Versilia

Il dissuasore? Si installa a... chiamata

L’Udc massarosese attacca l’amministrazione comunale: dossi realizzati dove non servono

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MASSAROSA. «L’amministrazione di Massarosa ha inventato il dosso a chiamata. Ma non sistema le strade dove c’è veramente bisogno di sicurezza».

La provocazione arriva dal rappresentante dell’Udc Alberto Coluccini che cita la situazione di via dei Ghivizzani - ignorata nonostante le richieste dei cittadini - e i tanti dossi dissuasori apparsi in altre località.

« Percorrendo le varie strade di Massarosa e delle sue frazioni - racconta Coluccini - da un pezzo a questa parte si incontrano nel percorso svariati nuovi dossi dissuasori di velocità con strisce di attraversamento pedonale. Alcune volte si è presi da un senso di “ah meno male la sicurezza stradale è importante” altre volte da un senso di perplessità poiché almeno all’apparenza appaiono disorganiche e lontane dal dovere rispondere ad un criterio generale di sicurezza.

Secondo Coluccini la sensazione diffusa tra i cittadini è che si tratti di un “servizio a chiamata”. «Sembra che si intervenga - spiega Coluccini - quando qualche cittadino chiama l’amministrazione comunale e richiede il dosso. e in quel caso l’amministrazione provvede a soddisfare quella richiesta senza alcun prgetto specifico e organico».

«Questa - continua il rappresentante dei centristi - probabilmente è solo una sensazione percepita dai cittadini, non corrispondente invece alla realtà della programmazione specifica comunale. Per esempio esistono casi anomali come per esempio in via dei Ghivizzani a Piano di Mommio dove invece nonostante oltre un anno fa, praticamente tutti i residenti hanno presentato una raccolta firme di richiesta per dossi dissuasori, motivando ampiamente la richiesta e difficilmente non condivisibile nel merito, (oltretutto condivisa e presentata anche dal Comitato di Rappresentanza Locale del paese) che invece non è stata accolta dall’amministrazione comunale».

Per questo Coluccini ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale.

« A fronte di quanto esposto e nel volere aiutare l’amministrazione a fare chiarezza fra quanto fatto e quanto non fatto - conclude il consigliere - abbiamo presentato una interrogazione chiedendo quanti e dove questi dossi sono stati realizzati ad oggi, dove è prevista la realizzazione di ulteriore dossi dissuasori e soprattutto quali criteri ed analisi sono stati adottati per l’individuazione della necessità della loro realizzazione».

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