Sicurezza
La spiaggia dei vip si trasforma in un cimitero di alberi
Tonnellate di legname ha ricoperto l’arenile tra il Pontile e la zona del Cinquale Allarmati i concessionari: la rimozione potrebbe costare centinaia di migliaia di euro
FORTE DEI MARMI. «In tanti anni, qui sul mare, non avevo mai visto tanta roba così straccata sulla riva, e non è il solito lavarone, ma sono rami, tronchi grandi come un’automobile e tante, tantissime alberature d’ogni taglia».
È Beppe Berti, dall’alto della sua esperienza di bagnino a descrivere “l’onda marrone” che si è abbattuta l’altra notte su tre quarti della preziosa spiaggia fortemarmina.
Tonnellate di legname: tronchi, rami, radici, alberi interi, arrivati sulla spiaggia per colpa delle piogge intense e delle mareggiate di questi giorni. Uno scenario che ha lasciato increduli anche i bagnini. E il fenomeno rischia di aggravarsi nell’arco delle prossime ore, dal momento che il mare continua ad essere molto agitato e che tra i flutti è facile intravedere ancora tantissimi pezzi di legno che finiranno certamente “straccati” sulla battigia.
Allertato dall’Ufficio di Gabinetto e dai tecnici dell’Ufficio Ambiente, anche il sindaco Umberto Buratti ha subito dedicato attenzione alla vicenda, che in assoluto non è nuova per la spiaggia dei vip, «ma – come ha dichiarato lo stesso sindaco - lo è per queste proporzioni che ci impongono di agire subito con tutti i mezzi a disposizione. Per questo ho anche fatto informare la Prefettura e la terremo costantemente edotta dell’evolversi del fenomeno».
«Assieme ai tecnici del Comune – ha commentato Franco Giannotti, presidente dei balneari, al termine di una mattina infuocata - abbiamo già effettuato tutti i sopralluoghi del caso, prendendo atto che l’onda marrone impegna sostanzialmente la spiaggia dalla Capannina, a levante del pontile, fino al confine di ponente con Cinquale, grosso modo per una fascia tra gli otto e i dieci metri. Ovviamente anche verso Fiumetto c’è comunque del lavarone, ma fortunatamente in minori quantità. Con gli esperti del Comune abbiamo fatto una prima stima del lavoro da compiere e preavvisato l’Ersu a cui competerà di rimuovere questi materiali legnosi e smaltirli, e posso confermare che stamani alle 10 ci sarà un vertice operativo tra tutti gli enti interessati e il personale dell’Ersu stessa, proprio per pianificare la rimozione che inizierà subito dopo. Si tratta peraltro di rami e alberi che tendono ad insabbiarsi sempre più, fatto che complicherebbe e aggraverebbe le spese di rimozione e quindi occorre non perdere nemmeno un attimo».
«Come Amministrazione comunale, d’intesa con i dirigenti dell’Unione Bagni, – si legge, nella nota dei tecnici dell’Ufficio Ambiente del comune - abbiamo messo in allerta l’ Ersu e informato del fenomeno la nostra Prefettura, documentando la situazione con una completa documentazione fotografica. Perdurando peraltro le violenti mareggiate verificatesi nella nottata tra il 5 ed il 6 novembre, che hanno causato l’arrivo di questa quantità di materiali legnosi è poi altamente probabile che nelle prossime ore il mare possa depositare ulteriori quantitativi, tenuto conto del perdurare delle avverse condizioni marine».
Ma da dove è arrivato tutto questo materiale? E quanto tempo e risorse ci vorranno per farvi fronte? Domande che ad oggi non hanno alcuna risposta. Anche se i costi potrebbero essere esorbitanti: centinaia di migliaia di euro forse.
Per i vecchi bagnini del Forte che vagavano sconsolati ieri mattina tra alberi abbattuti e rami, si potrebbe trattare di materiali provenienti dalle vallate a nord della Versilia, anche in considerazione dell’alta concentrazione a ponente, ben oltre i confini del Forte, verso la provincia apuana, e giunti, poi, al mare attraverso i normali corsi d’acqua.
Opinione che ha suscitato anche qualche amara considerazione del vicepresidente degli albergatori fortemarmini, Lilio Tarabella: «Intanto mi chiedo cosa sarebbe accaduto se una marea di legname com’è arrivato stanotte fosse sopraggiunta in piena stagione. Non è solo una doverosa solidarietà ai colleghi balneari, ma anche la domanda di un imprenditore turistico che avrebbe visto compromessa anche la propria attività turistico-ricettiva. E non posso fare a meno di domandarmi se tutti hanno fatto il proprio dovere, tenendo pulito fiumi, fossi e canali dagli alberi che le piene possono poi portare a valle e quindi in mare e che fine hanno fatto i soldi investiti in questi campi. Mi piacerebbe, davvero, che qualcuno, almeno su questo fronte, potesse sciogliere questi dubbi che vengono a me come a tutti i normali cittadini».
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