Il Tirreno

Versilia

La spiaggia dei vip si trasforma in un cimitero di alberi

di Angelo Petri
La spiaggia dei vip si trasforma in un cimitero di alberi

Tonnellate di legname ha ricoperto l’arenile tra il Pontile e la zona del Cinquale Allarmati i concessionari: la rimozione potrebbe costare centinaia di migliaia di euro

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FORTE DEI MARMI. «In tanti anni, qui sul mare, non avevo mai visto tanta roba così straccata sulla riva, e non è il solito lavarone, ma sono rami, tronchi grandi come un’automobile e tante, tantissime alberature d’ogni taglia».

È Beppe Berti, dall’alto della sua esperienza di bagnino a descrivere “l’onda marrone” che si è abbattuta l’altra notte su tre quarti della preziosa spiaggia fortemarmina.

Tonnellate di legname: tronchi, rami, radici, alberi interi, arrivati sulla spiaggia per colpa delle piogge intense e delle mareggiate di questi giorni. Uno scenario che ha lasciato increduli anche i bagnini. E il fenomeno rischia di aggravarsi nell’arco delle prossime ore, dal momento che il mare continua ad essere molto agitato e che tra i flutti è facile intravedere ancora tantissimi pezzi di legno che finiranno certamente “straccati” sulla battigia.

Allertato dall’Ufficio di Gabinetto e dai tecnici dell’Ufficio Ambiente, anche il sindaco Umberto Buratti ha subito dedicato attenzione alla vicenda, che in assoluto non è nuova per la spiaggia dei vip, «ma – come ha dichiarato lo stesso sindaco - lo è per queste proporzioni che ci impongono di agire subito con tutti i mezzi a disposizione. Per questo ho anche fatto informare la Prefettura e la terremo costantemente edotta dell’evolversi del fenomeno».

«Assieme ai tecnici del Comune – ha commentato Franco Giannotti, presidente dei balneari, al termine di una mattina infuocata - abbiamo già effettuato tutti i sopralluoghi del caso, prendendo atto che l’onda marrone impegna sostanzialmente la spiaggia dalla Capannina, a levante del pontile, fino al confine di ponente con Cinquale, grosso modo per una fascia tra gli otto e i dieci metri. Ovviamente anche verso Fiumetto c’è comunque del lavarone, ma fortunatamente in minori quantità. Con gli esperti del Comune abbiamo fatto una prima stima del lavoro da compiere e preavvisato l’Ersu a cui competerà di rimuovere questi materiali legnosi e smaltirli, e posso confermare che stamani alle 10 ci sarà un vertice operativo tra tutti gli enti interessati e il personale dell’Ersu stessa, proprio per pianificare la rimozione che inizierà subito dopo. Si tratta peraltro di rami e alberi che tendono ad insabbiarsi sempre più, fatto che complicherebbe e aggraverebbe le spese di rimozione e quindi occorre non perdere nemmeno un attimo».

«Come Amministrazione comunale, d’intesa con i dirigenti dell’Unione Bagni, – si legge, nella nota dei tecnici dell’Ufficio Ambiente del comune - abbiamo messo in allerta l’ Ersu e informato del fenomeno la nostra Prefettura, documentando la situazione con una completa documentazione fotografica. Perdurando peraltro le violenti mareggiate verificatesi nella nottata tra il 5 ed il 6 novembre, che hanno causato l’arrivo di questa quantità di materiali legnosi è poi altamente probabile che nelle prossime ore il mare possa depositare ulteriori quantitativi, tenuto conto del perdurare delle avverse condizioni marine».

Ma da dove è arrivato tutto questo materiale? E quanto tempo e risorse ci vorranno per farvi fronte? Domande che ad oggi non hanno alcuna risposta. Anche se i costi potrebbero essere esorbitanti: centinaia di migliaia di euro forse.

Per i vecchi bagnini del Forte che vagavano sconsolati ieri mattina tra alberi abbattuti e rami, si potrebbe trattare di materiali provenienti dalle vallate a nord della Versilia, anche in considerazione dell’alta concentrazione a ponente, ben oltre i confini del Forte, verso la provincia apuana, e giunti, poi, al mare attraverso i normali corsi d’acqua.

Opinione che ha suscitato anche qualche amara considerazione del vicepresidente degli albergatori fortemarmini, Lilio Tarabella: «Intanto mi chiedo cosa sarebbe accaduto se una marea di legname com’è arrivato stanotte fosse sopraggiunta in piena stagione. Non è solo una doverosa solidarietà ai colleghi balneari, ma anche la domanda di un imprenditore turistico che avrebbe visto compromessa anche la propria attività turistico-ricettiva. E non posso fare a meno di domandarmi se tutti hanno fatto il proprio dovere, tenendo pulito fiumi, fossi e canali dagli alberi che le piene possono poi portare a valle e quindi in mare e che fine hanno fatto i soldi investiti in questi campi. Mi piacerebbe, davvero, che qualcuno, almeno su questo fronte, potesse sciogliere questi dubbi che vengono a me come a tutti i normali cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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