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Versilia

«A Forte non esiste alcun caso mensa»

«A Forte non esiste alcun caso mensa»

Il sindaco Buratti interviene sui costi del servizio e ribadisce che Il taglio è una scelta responsabile

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FORTE. Le forze dell’ordine che tanto danno alla collettività avranno assicurato il servizio mensa fornito dal Comune. È questa la notizia più importante sul caso mense giunto alla ribalta della cronaca dopo l’annuncio di chiusura del punto cottura di via S.Camillo. Caso sul quale, ieri mattina, è intervenuto direttamente il sindaco, Umberto Buratti, per chiarire l’operato della Giunta. «Non è affatto un caso di cattiva amministrazione come si vuol far credere e non siamo assolutamente di fronte ad una mensa della Polizia di Stato o delle forze dell’ordine in generale, ma del Comune in senso lato; dunque ridurre una spesa per un servizio utile alla comunità, ma non più sostenibile per l’ente, alla luce delle nuove disposizioni governative, è stato unicamente un gesto di responsabilità».

La programmata chiusura del punto cottura di via S. Camillo - hanno spiegato dal Comune - rientra nella revisione e ricalibratura dei servizi avviati dall’Amministrazione, che intende sicuramente proseguire nel suo impegno istituzionale (mensa sociale e per le forze dell’ordine) ottimizzandone però i costi. «Abbiamo offerto un servizio dignitoso – riprende Buratti - del quale hanno usufruito, in vario modo, e fino ad ora, Polizia, carabinieri e Guardia costiera, oltre che i nostri dipendenti comunali e alcune persone in temporanea difficoltà economica, ed oggi lo abbiamo semplicemente riorganizzato alla luce della necessità di risparmio dell’ente. Peraltro giova rammentare che prima del punto cottura di Vittoria Apuana era già stata rivista anche la mensa scolastica, provvedimento che ci ha permesso di non dover aumentare il buono pasto se non per il solo adeguamento Istat».

Che accadrà adesso? «Il nostro obiettivo - conclude il sindaco - è quello di mantenere un servizio utile a chi lavora per la sicurezza della comunità, come fanno quotidianamente le forze dell’ordine, ma anche a quei cittadini che, non è giusto etichettare come poveri, ma che semplicemente più di altri, e temporaneamente, non riescono a far fronte a tutti gli impegni della vita sociale. D’altro canto come ormai stanno facendo tutti i comuni italiani, è innegabile che anche per Forte sia tempo di razionalizzare le spese e questa decisione rientra in questa logica, senza tuttavia, vanificare la sua funzione». (r.f.)

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