Sicurezza
Parlamentari e partiti contro i tagli al Gaber
L’ipotesi di perdere la manifestazione del decennale della morte dell’artista diventa terreno di scontro politico. A Camaiore, ad esempio, c’è chi non la vuole
VIAREGGIO. Un «grave danno» per la cultura italiana. Una «spirale» che condurrà la città a «un triste e definitivo declino». E ancora una vera e propria «emergenza culturale» che investe a 360 gradi le manifestazioni cittadine. Sono tantissime le reazioni all’ipotesi che Viareggio perda il festival Gaber per colpa della mancanza di risorse finanziare da parte del Comune per sostenere - peraltro nel decennale della morte di Giorgio Gabwer - la manifestazione ideata da Dalia Gabersick e da tempo ospitata alla Cittadella del Carnevale.
«Questa situazione - afferma la senatrice Manuela Granaiola (Pd) impone, per l'ennesima volta, più di una riflessione. La prima è che continua a mancare una visione (e valutazione) d'insieme di tutta l'offerta culturale e di intrattenimento della città». Granaiola suggerisce da un lato una maggiore integrazione versiliese sul fronte delle manifestazioni, individuando nell’Unione dei Comuni un possibile soggetto attuatore. Dall’altra promuove la proposta avanzata dai commercianti della passeggiata, pronti a sostenere il festival.
Un appello alle istituzioni della Versilia perché il Gaber resti alla Cittadella arriva anche dall’ex parlamentare Carlo Carli. Fu proprio lui, presentanto nel 2003 un disegno di legge per la tutela del genere “teatro-canzone”, ideato da Gaber con Sandro Luporini, a suggerire un festival con cadenza annuale. E subito venne proposta la Cittadella per ospitarlo. Non ospitare più l’evento «sarebbe un grave danno non tanto per un Comune della versilia, quanto per la cultura italiana e europea».
In realtà, come ribadito da motli in queste ore, ciò che sta accadendo alle manifestazioni citatdine - costrette a tagli e ridimensionamenti - non è solo un problema culturale. «La cultura a Viareggio non è solo una tradizione illustre - affermano i rappresentanti di Sel - ma anche una grande impresa economica che dà lavoro e produce ricchezza, promuovendo nel mondo l'immagine della nostra città. Non è possibile assistere a questa sconfitta di tutti noi senza ribellarci. Dobbiamo salvare le nostre manifestazioni, con un grande impegno collettivo. Noi chiediamo al Commissario un incontro urgente per aiutare la ricerca di soluzioni». E della stessa opinione sembra Eva Fabbri, segretaria comunale dell’Udc. «Una città come Viareggio, dove il turismo non è una vocazione, ma una risorsa fondamentale - afferma Fabbri - non può assistere a questa costante perdita di posizione delle proprie iniziative, anche perché di posti con mare, sole e pineta ce ne sono tanti altri in Italia! Il Festival Gaber, poi, non ha mai pesato moltissimo sui bilanci comunali e rappresenta una kermesse musicale degna di ogni lode».
E commenti sulla vicenda arrivano anche da Camaiore che con il neo sindaco Del Dotto si è già candidata ad ospitare l’evento. Critico il consigliere di opposizione Marco Daddio. «Mi domando se gli ingiustificati sacrifici chiesti ai nostri concittadini - afferma riferendosi alle tasse e all’Imu - servano a coprire quel fantomatico buco di bilancio oppure a finanziarie spese non rientranti fra quelle indispensabili». I soldi, anzichè al Gaber potrebbero essere usati secondo Daddio «per migliorare e integrare le manifestazioni culturali che lei ha ereditato dalla precedente amministrazione e che sempre hanno avuto successo e interesse di pubblico».
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