Il Tirreno

Versilia

Scuola, trenta maestre rischiano il posto

di Donatella Francesconi
Scuola, trenta maestre rischiano il posto

Sono precarie, di sostegno e non, in nidi e materne. Una madre scrive al Comune: i bimbi certificati hanno bisogno di loro

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VIAREGGIO. «Scrivo mossa da sentimenti di amarezza e con molta preoccupazione, certa di non essere l’unico genitore che pone questi temi, avendo appena saputo che l’insegnante di sostegno per i miei figli, iscritti alla scuola materna, è garantita fino al 22 dicembre». Così la lettera di una madre al sub commissario, con delega all’istruzione, Anna Maria Giambalvo e al dirigente del servizi educativi del Comune, Vincenzo Strippoli. «In pratica - prosegue la lettera - il servizio di sostegno per i miei bimbi è garantito fino al termine del 2012. Dopodiché, chissà...». Due i punti interrogativi posti dal genitore che ha preso carta e penna: «Il sostegno continuerà? E se continuerà, l’insegnante sarà la stessa? A me sembra di aver capito che, in ogni caso, nella migliore delle ipotesi i bambini ne avranno una nuova. Con tutti i tempi di conoscenza e ambientamento che l’avvicendamento richiederà e chissà a partire da quando nel 2013».

Già. Perché per la trentina di maestre precarie (non solo quelle di sostegno) tra scuole materne e nidi d’infanzia quest’anno non c’è solo l’incognita della possibilità o meno del Comune di assicurare il servizio, magari senza l’interruzione del gennaio scorso, quando i bambini tornarono dalle vacanza di Natale e le insegnanti ancora non avevano il contratto rinnovato, sostituite da personale Asp. La legge 92 del 28 giugno di quest’anno (Decreto Fornero, dal nome del ministro del lavoro) ha introdotto una diversa disciplina della successione dei contratti a termine, con la previsione di un termine di intervallo maggiore di quello fissato dalla normativa precedente. Non sia mai che in Italia il saldo negativo della disoccupazione possa vedere qualche contratto stabilizzarsi... Per cui il rinnovo di un contratto di lavoro a termine con il medesimo lavoratore può avvenire dopo un periodo di 60 giorni (ma la nota del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri del 1) settembre recita “entro 60 giorni dalla scadenza”) per contratti lunghi fino a 6 mesi, «ovvero 90 giorni se il contratto è superiore ai sei mesi». Le maestre, dunque, non potrebbero rientrare a scuola dopo le feste di Natale. Anche se una nota dei Dipartimento della pubblica istruzione ha stabilito che i Comuni possano rinnovare i contratti per i servizi educativi in deroga al periodo di “stop” previsto dal ministro. «Il problema - spiegano le maestre precarie che hanno aperto una pagina Facebook “Precari viareggio” - è capire se questa nota potrà essere recepita da Viareggio, o meglio se il commissario vorrà applicarla».

«Mi auguro davvero - continua la lettera del genitore che ha scritto al Comune - che anche Viareggio, come fatto già da altri Comuni toscani, confermi per tutto l’anno scolastico gli insegnanti nominati fino a dicembre, nell’ottica della tutela della salute di ogni bambino che viene affiancato ma anche nel rispetto di tanti lavoratori - e soprattutto lavoratrici - che fanno il loro dovere con grandissima sensibilità e professionalità e sono di grande aiuto alle famiglie».

Isaliana Lazzerini, ex consigliera comunale, in consiglio provinciale per la Federazione della sinistra ricorda: «Allo scadere dell’amministrazione Marcucci le maestre precarie presentarono ricorso per il fatto di non essere state stabilizzate, a fronte di una scelta diversa fatta per altri dipendenti. Quella della stabilizzazione deve essere la strada per queste insegnanti, alcune delle quali a tempo da dieci anni».

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