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Park sotterranei alla Terrazza: Sel dice sì

Park sotterranei alla Terrazza: Sel dice sì

Aperture al Pd su edilizia e viabilità: in alcuni casi ben specifici va bene edificare su aree verdi

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VIAREGGIO. Una volta si diceva “di lotta e di governo”... Sinistra ecologia e libertà si è appena alzata dal confronto con Federazione della sinistra ed Idv per stilare i punti comuni del programma da condividere con il Partito democratico, che già da sola fa un balzo in avanti in fatto di “aperture” un po’ su tutto.

«Il dibattito sviluppato in questi giorni sui giornali e fra le forze politiche sui programmi di una costruenda coalizione di centro-sinistra deve essere approfondito chiarendo le pregiudiziali e le alternative», scrive così Paolo Barsanti per la commissione ambiente del circolo Sel di Viareggio.

Dire dei no, ad esempio ai parcheggi in centro, all'asse di penetrazoine a Sud dello stadio o a nuova speculazione cementizia - continua Barsanti - «ha dei validi motivi e non è voler rischiare il ritorno al medioevo. I parcheggi vanno collocati fuori del centro per non attirare flussi di traffico e liberare le strade. Non possono essere fatti sotterranei per evitare l'aumento del cuneo salino che provoca danni alle falde dolci, sempre più profonde e povere con danni all'agricoltura e al lago. Tuttavia il rischio è molto basso nel caso dei seminterrati di due-tre metri da progettare presso le entrate della città, come nella zona di Largo Risorgimento (dove andrebbe bene anche un multipiano), sotto la Terrazza della Repubblica, utile anche ad un nuovo Centro congressi e al Marco Polo, ad esempio vicino al Mercato dei fiori».

Quanto al "cemento zero" - continua l’esponente di Sel - «deve diventare la parola d'ordine della politica viareggina che permette di sostanziare interventi di recupero e valorizzazione del già (spesso brutto) costruito. Questo non toglie che in emergenza ed eccezione, ad esempio per edilizia popolare o altro di stretto interesse pubblico, quando occorre usufruire di fondi in arrivo, non si possa edificare su terreni verdi. Magari con opere risarcitorie verso la natura: nuove alberature, parchi ecc. Non è possibile che in tempi di crisi si pensi di rilanciare l'economia ripartendo dall'edilizia speculativa, visto che l'esperienza del passato dovrebbe insegnarci che quella strada è solo una precaria "boccata d'ossigeno"».

Infine, l’assedi penetrazione, che - vista la cirsi della nautica - rischia di diventare la pista ciclabile più ampia d’Europa: «Sull'asse a Dud dello stadio ribadiamo il nostro no - scrive Barsanti - rafforzato anche dal non sapere dove porterà l'attuale crisi generale e della nautica. Capiamo però le obiezioni e siamo disponibili all'ascolto. Ragioniamo sulle soluzioni che migliorino la viabilità e questo in un'ottica di reciprocità senza rigidità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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