Lutto
Pd, scontro sulle primarie Micheli: partito di oligarchi
L’ex candidato sindaco (lista civica): no ai diktat delle forze della sinistra Madrigali (Sel): quello che serve è un rinnovamento di idee e programmi
VIAREGGIO. Con 15 sì in tasca su un’assemblea comunale di 51 membri, il segretario del Pd di Viareggio, Glauco Dal Pino, e quello regionale Alberto Corsetti, vanno a sedersi nuovamente al confronto con Federazione della sinistra, Italia dei valori, Sinistra ecologia e libertà per quadrare il cerchio dell’alleanza a sinistra e relativo accordo sul programma. L’esito dell’assemblea di martedì scorso suscita un dibattito acceso, fuori e dentro il Partito democratico, nella stessa coalizione e pure nel centrodestra.
«Non si può più tacere». Così Franco Micheli, ex candidato a sindaco nel 2008 con una lista civica, oggi iscritto al Pd. «Siamo di fronte - scrive Micheli - alla strafottenza e all’arroganza di alcuni dirigenti: votazioni ed approvazioni di presunti ordini del giorno non sottoposti al vaglio dell’assemblea, con votazioni bulgare fatte in tarda notte e prive del numero legale». Micheli descrive «la spasmodica ricerca di un candidato unitario che piaccia anche alla sinistra, ma soprattutto bravo e capace a sovrintendere alla solita, odiose e vergognosa, spartizione delle poltrone. L’ostinazione diabolica della ricerca di una candidatura unitaria a 6 mesi dalle elezioni amministrative, incuranti delle primarie nazionali e degli scenari che ne potrebbero emergere, sono la prova provata del distacco della politica dai cittadini, e di un puro interesse personale di un piccolo nucleo di oligarchi». Il Pd - conclude Micheli - «non deve sottostare ai diktat delle forze della sinistra ma deve indire primarie aperte, serene e di confronto con la città».
Primarie o non primarie - è invece la voce di Geronimo Madrigali, coordinatore del circolo Sel “Libertà e partecipazione” - «quello che serve è un forte rinnovamento all’interno del centrosinistra viareggino. Necessario per proporre politiche nuove e di rottura rispetto al passato».
Madrigali picchia duro: «Come è possibile che i programmi per la Viareggio del futuro contengano le proposte di venti anni fa? Definire come medievali le proposte che vanno verso uno sviluppo sostenibile, significa vivere fuori dal tempo e dalla realtà contingente. La nostra città ha tutte le possibilità di reinventarsi come "Smart City" (città intelligente) nella sua economia, mobilità, ambiente, cittadinanza, negli stili di vita e soprattutto nell'amministrazione della cosa pubblica. Il senso di comunità deve essere la base dalla quale partire per rilanciare questo nostro territorio, mangiato dal cemento e lasciato all'abbandono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
