Sicurezza
Tagli al Pucciniano, Mannino ci ripensi
Lo chiedono il senatore Andrea Marcucci (Pd). Molto critica Eva Fabbri, segretaria dell’Udc
TORRE DEL LAGO. Va in scena giovedì 8 quello che potrebbe essere l’ultimo atto della lunga vita del Festival dedicato a Giacomo Puccini. Consiglio di amministrazione e di indirizzo riuniti, nell’aria l’ipotesi di valutare le dimissioni di tutti gli organismi che governano il Festival. Uno scenario che potrebbe aprire la strada ad una gestione commissariale della manifestazione. Intanto, il mondo politico si “scalda” intorno al dimezzamento del contributo del Comune , deciso dal commissario prefettizio Domenico Mannino.
«La decisione ha una conseguenza obbligata - commenta il senatore del Pd, Andrea Marcucci: la chiusura del Festival Pucciniano. Il taglio del 50% dei fondi è una strada senza uscita, considerato anche che la legge di finanziamento dei Festival deve ancora essere definitivamente approvata alla Camera". In questo senso, la scelta di Mannino «è improvvida», sottolinea Marcucci, anche per i problemi che può creare in sede parlamentare al provvedimento che stanzia 1 milione di euro al Festival. «L'appello - conclude Marcucci- che mi sento di rivolgere al commissario è di rivedere il taglio: in sede di verifica degli equilibri di bilancio, riassegni al Festival le risorse che servono per ripartire».
Sulla vicenda interviene anche una nota dell’Udc, a firma della segretario Eva Fabbri: «La decisione è sbagliata. Dopo mesi e mesi di tavoli istituzionali a cui hanno partecipato le più alte autorità del Comune, della Provincia, i parlamentari della zona ed i vertici della Fondazione stessa, con una mossa poco saggia si rischia di far naufragare definitivamente il Festival Pucciniano. Nei giorni del suo insediamento il commissario aveva affermato che avrebbe "separato il grano dal miglio" mentre invece prosegue la dissennata distribuzione di contributi a chicchessia che fanno di Viareggio una città di assistiti perenni. La salvaguardia del Pucciniano era stata una precisa richiesta avanzata dalla delegazione Udc al commissario. In momenti difficili come questi tutti debbono fare sacrifici, ma è incomprensibile la disparità di trattamento fra Carnevale e stagione lirica».
Antonio Cantieri (Progetto per rilanciare Viareggio) sottolinea: «In un momento in cui si pretendono sacrifici immensi e inadeguati dai cittadini, al Pucciniano sembra che l'unica preoccupazione sia quella di modificare lo statuto opportunamente prima delle elezioni viareggine. Forse perchè non basta più al presidente essere insignito di carica onorifica dalla città ma vorrebbe trasformarla in carica remunerata in modo che avremmo un sovraintendente, un direttore generale, un direttore artistico e uno di non so che cosa…..Ma a chi servono? Ad oggi solo il direttore generale costa al contribuente circa 100 mila euro l'anno !».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
