Il Tirreno

Versilia

«Mi vietano la musica, non pago le luci di Natale»

di Donatella Francesconi
«Mi vietano la musica, non pago le luci di Natale»

La protesta di Fabio Gentili, titolare del “Divino” in Passeggiata: avevo chiesto una deroga di un’ora per venerdì e sabato sera. Il Comune ha risposto di no

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VIAREGGIO. «Pagare per le luci di Natale in Passeggiata? Non ci penso nemmeno!». Nella notte di Halloween risuona forte la protesta di Fabio Gentile, instancabile gestore del “Divino”, unico “faro” nella notte della Passeggiata dopo le 23 di sera. Se la protesta arriva da uno come Fabio c’è da preoccuparsi davvero. Giovane imprenditore, punto di riferimento dei tanti giovani stranieri che passano da Viareggio, da anni non molla un colpo: ha resistito alle cause contro la musica in Passeggiata, ha adeguato l’impianto, ha creduto nella musica dal vivo e di qualità in un’estate come quella 2012 che sembra persa.

«Ho chiesto al Comune una deroga per poter fare musica oltre la mezzanotte e fino all’una anche in inverno, solo nelle serate di venerdì e sabato sera, con la speranza - come ho motivato nella lettera inviata al Comune - di incrementare gli incassi nonostante il contingente periodo di crisi e di difficoltà economica - e mi è stato risposto di no. Allora lo dicano chiaramente: vogliono farci chiudere, vogliono trasformare la Passeggiata in qualcos’altro. Basta saperlo. Tra nuove misure per le verande, divieti per le facciate storiche per le quali la Soprintendenza pretende solo ombrelloni, e divieti di ogni tipo alla fine ci mandano tutti via. Io ho già dovuto lasciare a casa una persona. Ci dicano chiaramente se è questo che vogliono e in cosa intendono trasformare questa città...».

Da qui la decisione di non partecipare alla raccolta di fondi che Ascom sta facendo (è arrivata ieri la lettera) tra i commercianti della Passeggiata per raccogliere la cifra necessaria a coprire i 13.612,50 euro di costo dell’impianto che dovrà illuminare per le feste natalizie il salotto buono della città».

La richiesta - spiega ancora Gentili - «è 150 euro più Iva. Ma io ho deciso di rispondere “no”, visto che a lo stesso trattamento mi viene riservato ogni volta che propongo un’iniziativa».

Da considerare - nel prendere in considerazione la domanda di Gentili - che la veranda in plastica in inverno è chiusa e la musica non è assolutamente udibile neppure dall’interno del piccolo bar.

Meglio, evidentemente, tenere la Passeggiata quasi deserta fin da quando chiudono i negozi. Con pochissime attività intente a resistere. Tra queste, oltre al “Divino”, anche l’”Eden”. I cui gestori sono preoccupatissimi della decisione della Soprintendenza di non concedere neppure la possibilità di avere, come tutti gli altri, le nuove verande in vetro tutte trasparenti.

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