Sicurezza
Affitti da 6mila euro, così Lido chiude
Molte attività storiche gettano la spugna: «Impossibile sopravvivere se non si cerca di rendere viva la città tutto l’anno»
LIDO. Dopo una stagione estiva che ha confermato Lido di Camaiore importante punto d'attrazione in Versilia sia dal punto di vista commerciale che turistico, l'arrivo improvviso della stagione invernale e la crisi incombente sembrerebbero però aver intimorito molte attività.
Ne sa qualcosa Salvatore Marino, che fino a settembre ha gestito l’Osteria del BuonGusto in Piazza Matteotti, dove da settimane si nota un grosso striscione con su scritto 'Presto nuova gestione'.
«Era improponibile continuare a lavorare al Lido», afferma sconsolato.
Le testimonianze. «Fate conto che solo d'affitto si pagavano seimila euro al mese e in più c'erano i dipendenti e le bollette. Se a questo si somma il fatto che le stagioni ‘lunghe’ da aprile a ottobre non esistono più e che il turismo si concentra solamente in due-tre mesi l'anno, non è possibile andare avanti». «A Lido - prosegue – sarebbe inoltre necessario creare più eventi durante i mesi invernali, anche per i giovani, non i soliti mercatini. Adesso non c’è già un'anima viva e con il lavoro di due mesi non si può sopravvivere tutto l'anno».
Anche un negozio storico come la Profumeria Monteverdi in via Papini ha chiuso i battenti a metà ottobre, dopo anni di presenza sul territorio.
Per non parlare dello storico parrucchiere Alessandro, da anni presente in passeggiata, ma che ha deciso di tornare a lavorare dal padre 'Elio', celebre parrucchiere in via Marco Polo a Viareggio.
«Dopo dodici anni di attività - spiega ancora il parrucchiere - sinceramente mi è scocciato molto dover chiudere. Erano mesi che ci pensavo, ma d'altra parte d'inverno non si smuove niente: avevamo pensato di creare qualche evento nei mesi più bui, ma tra suolo pubblico e il resto sono cifre improponibili. Per quanto mi riguarda sono sempre stato aperto, a differenza di altri. Tutti i commercianti dovrebbero unirsi per offrire una Lido viva tutto l'anno, ma anche il comune dovrebbe fare la sua parte dandoci una mano. L'anno scorso per Natale c'erano tre alberelli messi in croce in passeggiata. Che immagine offri di una località turistica in questo modo?».
Ma anche il negozio di parrucchieri Andrea Pignatelli in via Foscolo, dopo anni di attività ha deciso di chiudere. «Le spese per sostenere un piccolo negozio come il mio erano elevate. Gli studi di settore poi ci hanno rovinato, ma anche le spese per il personale, le bollette... Dal 2001 ad oggi non ho fatto altro che pagare. Poi giustamente c'è l'affitto: io pagavo 720 euro al mese, con 3 mesi anticipati, in un negozio che cadeva a pezzi. Adesso mi preparo ad andare via dall'Italia, destinazione Australia: non si può più lavorare in queste condizioni».
Città in letargo. Certo, basta fare un giro sul Viale Colombo in qualsiasi giorno della settimana per notare poco movimento, ma anche una passeggiata pressoché deserta, con le attività commerciali vuote e le commesse stipate dietro i banconi che aspettano inutilmente l'arrivo di qualche cliente. E intanto l'affitto, le bollette e il personale vanno pagati. Per questo molte attività che avevano investito su Lido hanno deciso di effettuare una chiusura stagionale. E’l’esempio delle due gelaterie "Papillon. A Fruit World" sul viale Colombo e “Ge-Lido", gestita dal torinese Cesare Serafino in passeggiata, che hanno fatto un passo indietro decidendo di chiudere a fine stagione.
Nuovi investimenti. Ma se tante attività hanno deciso di abbandonare Lido, ce ne sono anche alcune che aprono. Come già segnalato dal Tirreno, due miti della Versilia anni '80 come Happy Days e la Capannina del Lido hanno deciso di continuare a far parlare di sè aprendo rispettivamente sul Viale Colombo e l'Aurelia.
Lo storico pub ha deciso di cambiare formula puntando su aperitivi e cucina. A rilanciarlo è la stessa proprietà che lo aveva aperto a inizio anni ’80. Anche la Capannina ha inaugurato pochi giorni fa, grazie alla voglia di investire di Tina Ambrosio ex-titolare della Bilancia di Pian del Quercione. Che il ritorno alle origini stia diventando la formula giusta per ottenere successo? Staremo a vedere.
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