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Versilia

Tagli alle coop sociali, mobilitati i genitori

Tagli alle coop sociali, mobilitati i genitori

Tanti giovani e meno giovani disabili rischiano di restare senza alcun tipo di assistenza

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VIAREGGIO. Nulla di fatto nel breve incontro che la presidente della cooperativa sociale Crea ha avuto ieri mattina con il commissario prefettizio, Domenico Mannino, accompagnata da Milziade Caprili, presidente della Croce Verde.

Il tema dei servizi ai disabili e alle loro famiglie resta, dunque, tutto aperto. Con la prospettiva di un sistema, che si regge faticosamente in piedi perché le cooperative sociali anticipano i soldi agli enti pubblici, pronto a saltare da un giorno all’altro.

Ieri mattina operatori, familiari e utenti dei centri diurni della Versilia hanno protestato davanti al Comune, per poi riunirsi nella sala consiliare.

Politici presenti: Milziade Caprili, ex consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno e Cristina Boncompagni, per Sinistra ecologia e libertà. Ma non politica e la città vera è quella che hanno raccontato i familiari dei giovani disabili che utilizzano le poche strutture sul territorio: «Se la Crea non riesce a mantenere il servizio ottimo che ci dà con operatori stupendi che si fa?» chiede una madre. Che continua: «È il momento di farci sentire. Se c’è la crisi non è detto che debbano essere sempre i soliti a rimetterci. Con questi servizi e chi li gestisce loro i nostri figli escono di casa, vanno dove mai da soli potrebbero...Quando non avremo più questi servizi i nostri figli che faranno? Staranno chiusi in casa? Elena da quando è al Capannone è cambiata tantissimo!».

Angelo Puccinelli, a nome delle famiglie degli utenti del centro diurno “Insieme” e presidente dell’associazione “Il tetto per noi” ha snocciolato i dati, agghiaccianti, della situazione in Versilia: «Al 2010 i disabili conosciuti dalla Asl, ovvero quelli che almeno una volta sono passati dai servizi, erano 2234, di cui 1716 con più di diciotto anni. Il 98% di loro vive in famiglia, e solo 34 erano quelli accolti nelle strutture residenziali che in Versilia sono solo due. 305 sono assistiti con servizi e solo 110 sono quelli assistiti nei centri diurni. Questo significa che l’82% dei disabili over 18 non è assistito da servizi. In una Versilia dove si stima vi siano circa 4-5mila disabili». Insomma le necessità sul territorio sono tutt’altro che carenti.

L’idea delle famiglie è di organizzarsi, sul territorio provinciale, per far sentire la propria voce e quella dei propri cari, molti dei quali presenti ieri in Municipio per dare sostegno alle cooperative del territorio e manifestare le proprie preoccupazioni.

Al loro fianco don Luigi Sonnenfeld, che ha ricordato: «Situazioni in cui siamo dovuti scendere in piazza ce ne sono state altre. Abbiamo dato spallate e le porte si sono aperte, ma questa volta l’aria che tira è che la porta sia di quelle ben dure. L’unica arma che abbiamo, però, è quella di non farci mettere ognuno nel proprio cantuccio. Perché ciò sia possibile dobbiamo mettere insieme le energie. Perché lo Stato a noi penserà sempre meno».

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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