Il Tirreno

Versilia

il caso archivio storico

«Salveremo la nostra memoria»

«Salveremo la nostra memoria»

La promessa di Lombardi: tutti i documenti all’ex ospedale

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PIETRASANTA. Lo stato di salute dell'archivio storico comunale? Non dei migliori, come segnalato e denunciato da un gruppo di cittadini che nel lanciare un appello al Comune chiede una soluzione definitiva « per tutta una serie di importanti documenti a rischio deterioramento fra muffa, topi e piccioni». Ma allo stesso sindaco Domenico Lombardi, di passare per quello che in 2 anni e mezzo di mandato poco o niente ha fatto per dare dignità alla memoria cartacea di Pietrasanta, proprio non va.

«Stiamo parlando di una situazione cronica, da noi ereditata dalla precedente gestione amministrativa e che abbiamo immediatamente affrontato, anche se gli iter burocratici, in questi casi sono particolarmente lunghi. Ringrazio tutti i firmatari dell’appello per la loro azione di sollecito e per la grande attenzione che rivolgono ad ogni evento o fatto culturale che riguarda la nostra città, ma voglio comunque rassicurarli: nessuno di noi sta con le mani in mano. Molto abbiamo fatto per tutelare il nostro archivio e molto ancora faremo visto che l’obiettivo finale è di localizzarlo in un’ala dell’ex ospedale Lucchesi».

Oggi se un qualsiasi cittadino vuole consultare un volume datato si reca in Comune, fa richiesta all’archivista che, a sua volta, si dirige verso l'ex Camp di via Marconi, al momento dichiarato inagibile, recupera il volume e lo consegna all’utente per la consultazione che avviene in municipio. Un po’ laborioso, in effetti.

«Per questo motivo e ancora per salvaguardare i documenti dell’archivio storico, dell’archivio corrente e di quello di deposito, abbiamo redatto prima uno studio di massima e poi attinto ad una somma legata ai residui dei mutui utilizzati per finanziare un progetto di recupero di uno spazio, presso appunto l’ex ospedale Lucchesi. L’impegno di spesa previsto è di circa 250 mila euro e in questo iter siamo supportati, per autorizzazioni e prescrizioni, dalla Soprintendenza. Entro fine anno, salvo sorprese, sarà indetto il bando di gara legato ai lavori. Tutto questo percorso è cominciato oltre un anno fa a conferma dell'impegno portato avanti in modo serio e responsabile da parte dell'Amministrazione» spiega il dirigente Paola Maria La Franca.

Nell’attesa della nuova sede che cosa è possibile fare per tutelare la documentazione a rischio-muffa? Intanto sono stati eliminati 16 metri lineari di archivio, dopo il via libera della Soprintendenza, perché materiale ritenuto inutile, mentre, assicurano dal palazzo, «non vi sono rischi particolari per tutte le altre documentazioni. Il patrimonio, nonostante sia ospitato in sedi che presentano diverse problematiche, è tutelato». Ma Lombardi insiste. «Una parte dell'archivio storico, quella con i volumi più importanti, sarà al più presto trasferita in alcune stanze già utilizzabili dell’ex ospedale, con la possibilità di consultare quanto richiesto nell'ufficio che fino ad un recente passato ospitava il primo cittadino. E installeremo deumidificatori nei diversi ambienti».

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