Il Tirreno

Versilia

Allarme per l’archivio storico

di Luca Basile
Allarme per l’archivio storico

Appello di studiosi e cittadini per salvare gli importanti documenti: «La muffa li distruggerà»

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PIETRASANTA. «Muffa, topi, umidità, piccioni: l'Archivio storico comunale versa in pessimo stato. E' dovere del Sindaco salvarlo». Un appello, quello che porta in dote diverse decine di firme da parte di Associazioni, istituti culturali, studiosi e insegnanti, con addirittura un'adesione, via mail, dalla Germania dove studia un giovane ricercatore pietrasantino, che ha come obiettivo primario la tutela di un importante bene della città.

«Denunciamo il grave stato di deterioramento in cui versa il patrimonio documentario dell'Archivio storico comunale, del deposito archivistico situato negli scantinati del Mercato comunale, dell'Archivio della ex Cooperativa di Consumo. Documentazioni preziose che rischiano di andare perdute per sempre», rilancia Giuliano Rebechi, presidente dell'Associazione Rolando Cecchi Pandolfini e primo firmatario dello stesso appello, che aggiunge.

«La sede che ospita l'Archivio storico è stata dichiarata inagibile, in quanto era e resta sprovvista di indispensabili impianti di condizionamento, antincendio e antifurto. Muffe, umidità, temperature alte in estate ed eccessivamente basse in inverno, contraddistinguono i locali in cui sono conservati i documenti più antichi e preziosi. Inoltre, l'Archivio è invaso in alcune sue parti (come l'ingresso principale) da una nutrita colonia di piccioni, con conseguenze facilmente immaginabili sul decoro dell'Istituzione». Problemi anche per la consultazione dei documenti che si svolge da oltre un anno «in un edificio diverso e distante dalla sede dell'Archivio, in spazi assolutamente inidonei, con oggettivi rischi per i documenti e con disagi per i ricercatori e gli studiosi nonostante la piena ed encomiabile collaborazione del personale comunale», ribadiscono i firmatari.

E a proposito del deposito archivistico al Mercato si sottolinea che «l'ambiente è assolutamente privo di areazione e in assenza di impianti atti alla conservazione dei materiali cartacei, centinaia e centinaia di faldoni giacciono per terra alla rinfusa, all'umido e alla corrosiva critica dei topi. E' ormai trascorso troppo tempo senza che qualcosa di concreto e di risolutivo, anche solo parzialmente, venisse fatto. L'inerzia inevitabilmente ha finito per peggiorare le cose. Conosciamo le difficoltà economiche del Comune, ma ci appelliamo al Sindaco in modo che venga superato ogni ostacolo e si concretizzi, in tempi brevi e certi, una positiva soluzione ai problemi che interessano il patrimonio archivistico cittadino». La parola passa adesso a Domenico Lombardi con cui i promotori dell'iniziativa avranno a breve un incontro. Un fatto è certo: dal 1996, anno in cui per i noti problemi di Palazzo Moroni, sede originaria dell'Archivio, la documentazione fu trasferita all'ex Camp della Cooperativa, non c'è stata più pace per il materiale cartaceo storico.

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