Il Tirreno

Versilia

Presentati i bozzetti, ma non da tutti

di Claudio Vecoli
Presentati i bozzetti, ma non da tutti

Opere sostitutive per Fabrizio Galli e Gionata Francesconi. Tante proposte alternative anche dai mascheratisti

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VIAREGGIO. Fabrizio Galli sfilerà fuori concorso con un carro di apertura dedicato al Nicaragua. Gionata Francesconi, al posto del carro piccolo, potrebbe portare in corso una megamascherata da ben venti pezzi. Enrico Vannucci propone un carro sponsorizzato in collaborazione con la Fondazione Ti Amo. Eleonora Francioni ha elaborato una serie di progetti legati ad oggettistica e accessori. Libero Maggini e Michele Canova sono invece pronti a cimentarsi in sculture da utilizzare come arredo urbano in città. Insomma, nel giorno in cui carristi e mascheratisti hanno presentato alla Fondazione i loro bozzetti per l'edizione 2013 del Carnevale, non mancano le sorprese.

Carro d'apertura per Galli. La sorpresa più annunciata riguarda Fabrizio Galli. Il costruttore di prima categoria – nonché presidente dell'Assocarristi – nelle prossime settimane sarà infatti impegnato in un lavoro all'estero (valore: 30-35mila euro) in occasione del Carnevale acquatico di San Carlos in Nicaragua. Dovendo lasciare Viareggio per almeno un mese, Galli ha proposto alla Fondazione come opera sostitutiva il progetto per un carro di apertura da far sfilare fuori concorso. Si tratta di un grosso vulcano che simboleggia proprio il Nicaragua, paese centroamericano con cui Viareggio sembra aver instaurato un rapporto privilegiato. Compenso richiesto per il carro: 90 mila euro. Ovvero – euro più, euro meno – il costo di un carro di prima categoria (121mila euro) decurtato del valore del lavoro che Galli realizzerà per il Carnevale acquatico di San Carlos (30-35mila euro).

Il doppio progetto di Gionata. Anche Gionata Francesconi non si cimenterà in un carro tradizionale (che nel suo caso sarebbe stato di seconda categoria, vista la retrocessione maturata dopo l'ultima edizione). Due sono i progetti presentati ieri mattina dal costruttore e adesso all'esame della Fondazione. Il primo è una sorta di maximascherata in gruppo composta da una ventina di elementi (le mascherate tradizionali sono composte invece da otto pezzi) che rappresentano dei veri e propri totem. Se l'ipotesi non dovesse andare in porto, Francesconi ha presentato un secondo progetto di arredo fisso della città che prevede di resinare prima e bronzare poi il Re Carnevale attualmente sistemato nella rotonda dietro alla Cittadella (nell'ultimo tratto di via S. Maria Goretti) e aggiungervi poi quattro grossi calici di vino da cui spuntano delle maschere.

Il carro sponsorizzato di Enrico Vannucci. L'altro progetto fuori concorso presentato ieri a Palazzo delle Muse ha come protagonista Enrico Vannucci. Il costruttore, retrocesso fra i mascheratisti dopo l'ultima edizione, ha infatti presentato il bozzetto di un carro piccolo (soggetto: un grosso Burlamacco) da realizzare in collaborazione con la Fondazione Tiamo (acronimo che sta per “Tutti insieme associazioni malattie orfane”) e che sarebbe finanziato da sponsor privati. Se il progetto non fosse accettato dalla Fondazione, Enrico Vannucci ha comunque presentato anche il bozzetto di una mascherata in gruppo da far sfilare in concorso.

Gadget e accessori. Chi invece è voluta uscire completamente dai manufatti di cartapesta è Eleonora Francioni. Che, al posto del bozzetto per la mascherata in gruppo, ha presentato una serie di progetti legati all'oggettistica e ai gadget di carnevale. Un universo ancora poco esplorato, che potrebbe rivelarsi vincente. E, sicuramente, innovativo.

Sculture per la città. Due i costruttori che, in sostituzione delle tradizionali mascherate in gruppo, si sono proposti per realizzare delle sculture come arredo per la città. Uno è Libero Maggini, già autore di pregevoli esempi di arte di arredo (è il caso dei bambini in bronzo che si trovano sul molo nuovo in Darsena), l'altro è Michele Canova che ha invece progettato una scultura destinata alla piazza Mazzini.

La palla a Palazzo delle Muse. Fin qui le idee dei carristi messe nero su bianco. Adesso spetterà al consiglio di amministrazione della Fondazione approvare o meno le opere sostitutive. Con una clausola-capestro contenuta nel nuovo bando di concorso (clausola per la verità ben poco reclamizzata) nella quale si stabilisce che “il corrispettivo di eventuali opere sostituive non dovrà superare il 75% del corso di un opera della categoria di appartenenza del costruttore proponente a meno che ci siano finanziamenti esterni”. Chi dunque si è proposto per lavori diversi da carri e mascherate in concorso dovrà mettere in conto una sforbiciata del 25 per cento al proprio compenso.

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