Il Tirreno

Versilia

Muore a 40 anni precipitando dal tetto

di Luca Tronchetti
Muore a 40 anni precipitando dal tetto

Tragico volo per un imprenditore massarosese mentre installa pannelli fotovoltaici davanti ai colleghi della sua azienda

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LUCCA. Perde l’equilibrio mentre lavora senza protezioni sul tetto di un’azienda a S. Alessio (un paese nei dintorni di Lucca) a sette metri d’altezza. E quel tragico volo gli costa la vita. Muore così Fabrizio Del Soldato, 40 anni, residente a Quiesa, titolare di una piccola azienda d’installazione di pannelli fotovoltaici, la Dgm. Precipita sotto gli occhi di tre colleghi di lavoro impotenti e increduli di fronte a quell’orribile fine. Un incidente che richiama quello di tre anni e mezzo fa (Ferragosto 2009) quando un operaio peruviano di 53 anni precipitò da 7 metri d’altezza mentre lavorava, anche lui senza protezione, su un ponte semovente per rimuovere l’eternit dal tetto dell’oleificio R.M. a S. Alessio. Il luogo è lo stesso, ma l’azienda cambia. L’incidente avviene alle 11 di ieri mattina alla G&D Dolciaria srl.

Tragico volo. Di primo mattino l’imprenditore, assieme a tre dipendenti, raggiunge la sede dello stabilimento situato dietro la palestra Ego. Deve finire di sistemare gli attacchi per i pannelli . La pioggia dei giorni scorsi gli ha impedito di ultimare le rifiniture per poi procedere all’installazione vera e proprio. Con i compagni raggiunge il tetto e percorre la zona di camminamento. Per gli inquirenti lui e i suoi colleghi non indossano caschi protettivi e non avrebbero rispettato appieno le norme legate alla sicurezza. All’improvviso la tragedia. Stando a un testimone, sentito dai tecnici della sicurezza sul lavoro dell’Asl che hanno scattato fotografie e che stamani invieranno una prima informativa al magistrato di turno, l’imprenditore improvvisamente scivola. E va a finire sulla copertura in eternit che cede. Lui sfonda il soffitto e precipita giù all’interno del magazzino dolciario. Cade di testa, senza possibilità di difesa. Per lui non c’è scampo. Le urla disperate dei compagni squarciano il silenzio che regna nello stabilimento. Sono le 11,05.

L’inchiesta. I soccorsi sono rapidi quanto inutili perché Fabrizio Del Soldato è già morto. In dieci minuti arriva un’ambulanza con il medico a bordo e una pattuglia della volante della polizia. I tentativi di rianimare l’imprenditore risultano vani. Lo strazio arriva al culmine quando i colleghi della vittima al cellulare avvertono la compagna dell’imprenditore. Che si precipita nel capannone di S. Alessio per vedere il suo Fabrizio e viene portata via a fatica e sotto choc dagli amici del suo uomo. Viene avvertito il magistrato di turno, il sostituto procuratore Fabio Origlio, che dispone la rimozione della salma sistemata all’obitorio del Campo di Marte in attesa dell’esame necroscopico. Iniziano gli accertamenti tecnico dell’Asl. Riscontri fotografici, richiesta di documentazione sia alla Dgm, sia alla ditta che ha appaltato i lavori. Al momento nessun sequestro del capannone e nemmeno di quel tratto dove è precipitato l’installatore. Sono in corso indagini per stabilire le responsabilità e al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati.

Parla l’azienda. Marco Gonzadi, il legale rappresentante della G&D Dolciaria srl e conosciuto nel mondo del calcio per essere uno dei soci della Lucchese, è affranto. Profondamente colpito dalla tragedia: «Mesi fa, attraverso il nostro consulente del lavoro, abbiamo sottoscritto un contratto con l’agenzia Solevento dei fratelli Bonvino per installare pannelli fotovoltaici sul tetto della nostra azienda. Una decisione volta al risparmio energetico. La Solevento, da quanto ci risulta, ha subappaltato i lavori di messa in posa dei pannelli alla Dgm di Bozzano. Noi ci siamo preoccupati che le impalcature fossero in regola e per il resto, secondo contratto, abbiamo affidato l’esecuzione dei lavori alla Solevento. Erano le 11,10 e mi trovavo in banca quando mi hanno chiamato dalla ditta per dirmi quanto era accaduto. Mi sono subito precipitato in azienda e sono rimasto di sale. Pur sapendo di non aver colpe sulla vicenda sto male. Il solo pensiero che un lavoratore sia morto dentro la nostra azienda mi lascia senza fiato. Da quanto mi hanno detto l’imprenditore deve aver perso l’equilibrio cadendo pesantemente sulla copertura dell’eternit, sfondandola e venendo giù come un peso morto. Per quanto ci riguarda siamo a completa disposizione dell’Asl, degli inquirenti e della magistratura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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