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Versilia

«Un baraccone che costa 780mila euro»

«Un baraccone che costa 780mila euro»

Scontro sulla Società della salute. Ma il presidente Neri la difende: soldi investiti sul territorio per i servizi

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CAMAIORE. La società della salute in due anni costa 779 mila 026 euro. Lo dicono i dati dati del consuntivo 2010 (362.726 euro) e quelli previsionali del 2012 (416.300) che, dopo un'apposita interpellanza, il consigliere comunale del gruppo misto Dc Riccardo Bonuccelli è riuscito ad ottenere dall'assessore al sociale Andrea Carrara. «Finalmente abbiamo i costi - commenta Bonuccelli - e che costi. Non i modesti costi 'buttati' sulla stampa dal Presidente Neri: mi chiedo come sia ancora possibile, di questi tempi, non dire le verità alla gente e non smantellare questi baracconi».

La gran parte delle spese sostenute dalla Società della Salute sono stipendi e compensi per direttore, dirigenti e staff. Più di tutto pesa sul bilancio (nel 2010 appunto di 263 mila euro) lo stipendio per il direttore, Enrico Salvatori: 152.901 euro. C'è poi lo staff della direzione: 32 mila euro per Michele Costa, 28 mila per Fabiana Luchini, 37 mila per Silvia Motto. Poi c'è altro personale amministrativo: Olga Rita Rovai, 14.500 euro. E due assistenti sociali: Paola Batistoni (5.992 euro) e Simona Betti (9.772 euro). Pesa sul bilancio anche il collegio sindacale: 41,982 euro per Gianfranco Antognoli, Giulio Ragghianti e Alberto Matteucci. Anche nel bilancio di previsione 2012 è confermata la stessa cifra per il presidente e per il collegio sindacale. Mentre lievitano quelle per le assistenti sociali (che diventano 4 con 72.600 euro di spesa complessiva) e per lo staff di direzione (34.635 per Costa, 30.191 per Luchini, 39805 per Motto).

Pronta la replica del presidente della società della Salute Ettore Neri che in questi giorni ha chiesto ai sindaci della versilia un incontro chiarificatore sulla società e il suo ruolo.

«Non voglio più sentir parlare di carrozzone - afferma - non abbiamo mai dato consulenze e lo staff è già stipendiato dall’asl e dai comuni versiliesi. Solo una parte dello stipendio del direttore Salvatori è a carico della società».

Neri replica ancxhe all’intervento della Cisal che aveva chiesto di lasciare le risorse all’interno dell’ospedale. «Dare servizi sul territorio come per l’assistenza domiciliare - spiega Neri - per mette di evitare ricoveri in ospedale e quindi porta per forza risparmi. Contro la società della Salute è stata fatta una guerra inutile».

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