Il dolore
«Turismo, niente tasse per tre anni»
Rilancio dell’economia premiando le imprese giovani: il documento di Riccardo Cima raccoglie già consensi
VIAREGGIO. Un documento dal titolo ambizioso: “Piano di rilancio dell’economia di Viareggio: da un’economia basata sulla finanza ad una economia basata sugli investimenti e sul lavoro». È quello messo a punto da Riccardo Cima, amministratore unico di Polo nautico, commercialista, liquidatore della Viareggio Versilia congressi. Cima ha già raccolto circa 25 adesioni tra cui quella di Gianfranco Antognoli, esponente del mondo bancario, una vita passata al Monte dei Paschi. «La nostra opinione - così esordisce Cima rivolgendosi ai cittadini - è che occorra tornare alla politica con la “P” maiuscola, alla politica che si occupa dei cittadini, che pensa a risolvere i problemi, che ci descrive un sogno, un’utopia, ed il percorso per cercare di raggiungere quel sogno». A Viareggio - tanto per iniziare - «bisogna fare un salto: un salto politico, un salto economico, ma principalmente un salto culturale. Solo smettendo di pensare al passato, a quanto eravamo belli e bravi, si può uscire da questa situazione e creare le basi per un rilancio di Viareggio: un percorso lungo ma obbligatorio per dare un futuro ai nostri figli».
Nel fare un’analisi dettagliata dei problemi che affliggono Viareggio, il documento elaborato da Cima e dal gruppo che intorno a lui si è raccolto (a partire dalla “cena dei 66” dello scorso anno) sottolinea: «Viareggio ha sempre avuto una difficoltà a selezionare una classe dirigente all’altezza dei suoi problemi. Pur disponendo in vari campi di personalità e figure di eccellenza raramente le ha coinvolte nel governo della città e dei suoi problemi. Viareggio non ha mai avuto una seria visione comprensoriale, indispensabile per risolvere problemi comuni e soprattutto suoi problemi. Nel fare proposte di qualsiasi genere occorre tenere presente di questo contesto ed avere una visione che si proponga di superare questo quadro negativo».
Definito il “terreno di gioco” la prima indicazione è quella per cui «solo gli investimenti possono rilanciare l’economia e creare occupazione». Investimenti su sviluppo dell’area portuale, del turismo, rilancio dell’edilizia.
Porto. La proposta guarda alla «trasformazione della Viareggio porto in Società di trasformazione urbana, conferendole tutti i beni di proprietà e/o in concessione al Comune che insistano in area portuale». Il secondo passo è la ricerca di un partner finanziario «magari estero», per il «sostegno ai progetti sull’orizzonte di dieci anni»». Il terzo la «valorizzazione di via Coppino per attività turistiche e ricettive serali». Cima ed il suo progetto ragionano di porto a Ponente, con il Triangolino destinato a «polo di accoglienza navale ma anche del turismo giovanile».
Turismo. Il rilancio del turismo «necessita di un progetto che abbia una dimensione internazionale». Un progetto per il quale «mettere in campo competenze e strumenti capaci di attrarre l’attenzione dei circuiti internazionali». Perché ciò diventi realtà le linee di azioni indicano: no alla tassa di soggiorno «se non dedicata a finanziare un Piano di sviluppo turistico; realizzazione di parcheggi sotterranei con incentivo dell’uso della bici mediante valorizzazione delle piste ciclabili; via libera al rilancio del Centro congressi e progetto per Città giardino collegato». turismo sportivo, Carnevale lungo 15 giorni, Pucciniano che guarda al mondo completano il quadro.
Edilizia. Riduzione degli oneri di urbanizzazione, agevolazione dell’edilizia popolare, riqualificazione dell’area dell’attuale mercato della frutta per realizzare un parcheggio sotterraneo, negozi di vicinato ed edilizia convenzionata, approvazione immediata del nuovo Regolamento urbanistico: così il programma per rilanciare un settore «decisivo per lo sviluppo della città».
Economia. In particolare per quanto riguarda il settore del turismo, la proposta è la sospensione di tutti i tributi locali «per tre anni per tutte le nuove attività turistiche aperte da under 35 e per tutte le altre aziende turistiche che incrementino l’occupazione del 25% rispetto alla media degli ultimi due anni».
Balneari. Cima ed il gruppo che con lui ha lavorato al documento dicono «sì alla gestione della Bolkestein condivisa con le categorie, tramite presentazione di un progetto di project financing collettivo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
