Sicurezza
Si fa “donare” 250mila euro: condannato
Badante nei guai per una cambiale firmata da una ricchissima anziana. Per il giudice è circonvenzione di incapace
VIAREGGIO. Un’anziana e ricchissima signora di Viareggio - tra l’altro proprietaria dell’edificio in cui ha sede uno dei ristoranti più prestigiosi di Firenze - che “regala” 250mila euro al badante. E la famiglia della donna che si insospettisce e lo denuncia per circonvenzione di incapace.
Alla fine - dopo una serratissima discussione in aula e uno scontro di perizie - il giudice monocratico del Tribunale di Viareggio Gerardo Boragine dà ragione alla famiglia e condanna l’uomo a 2 anni di reclusione.
Regalo sospetto. La vicenda è complessa e la ricchissima famiglia della signora per far luce sulla questione ha messo in campo avvocati arrivati dal prestigioso studio Pecorella di Milano.
La storia inizia nel 2002 quando Guido Toro, 55 anni, residente a Viareggio ma di origini sarde viene assunto come badante della signora (che all’epoca aveva 74 anni).
L’uomo - come è stato anche raccontato anche in aula - lavora al servizio della signora ininterrottamente fino al 2007. Ma a quel punto avviene qualcosa di strano.
Il nodo della controversia riguarda una cambiale da 250mila euro a favore del badante firmata dalla donna.
Secondo la difesa - l’uomo era assistito dall’avvocato Cristiano Baroni - si sarebbe trattato di un dono fatto dalla donna al badante per ringraziarlo del servizio reso. Con quei soldi l’uomo avrebbe voluto acquistare un chiosco in Darsena.
A quel tempo i familiari della donna - che secondo quanto emerso in aula soffre di una forma di demenza senile - avevano avviato le procedure burocratiche per farla interdire (cosa che è poi avvenuta).
Quando il badante chiede di essere pagato il figlio della signora si oppone e fa partire una denuncia per circonvenzione di incapace.
La cambiale viene immediatamente requisita e congelata in attesa del processo.
In aula sono sfilati medici e periti che - durante l’ncidente probatorio - hanno comprovato la patologia di cui soffre la donna e confermato che la vittima del raggiro è incapace di intendere e di volere (tra l’altro la donna non ricordava nemmeno di aver firmato la cambiale).
Raccolti tutti gli elementi, ed ascoltata la versione della difesa, il giudice Gerardo Boragine ha dato ragione ai familiari che avevano fatto partire la denuncia.
Così per l’ex-badante è arrivata una condanna a due anni.
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