Toscana
La Passeggiata vota la serrata a novembre
Sedie e tavoli accatastati e attività chiuse domenica 11. La richiesta: il commissario fermi il taglio del suolo pubblico
VIAREGGIO. La Passeggiata chiude i battenti, domenica 11 novembre: tavoli e sedie accatastati, ristoranti e bar chiusi, i titolari pronti a spiegare a viareggini e turisti le ragioni della serrata. Che le nude cifre così riassumono: meno 58% di posti a sedere, solo dal Marco Polo a piazza Mazzini; meno 58% di tavoli; meno 56% di metri quadrati disponibili; 148 persone a casa, tra dipendenti fissi e stagionali. Così il nuovo look del salotto buono della città, come disegnato dal Regolamento per l’arredo urbano che l’amministrazione Lunardini ha approvato per la zona il 23 luglio scorso, un attimo prima di lasciare il posto del commissario prefettizio. Proprio Domenico Mannino - racconta Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti - quando ha incontrato i commercianti esterrefatti «ci ha detto “sono dieci anni che chiedete proroghe, ora dobbiamo darvene un’altra?».
In realtà i dieci anni cui fa riferimento il commissario prefettizio sono trascorsi per trovare la quadra delle nuove verande. Oggi che criteri e modelli del nuovo arredo sono definiti, nel rifacimento del volto della Passeggiata c’è l’amara sorpresa: verande nuove, trasparenti, leggere, colpo di spugna su tutto quanto è venuto su in libertà e...taglio di posti e metri quadrati. A partire da subito. «Perché - ricorda Federico La Ferla dello storico bar “Orsi” - entro il 31 dicembre di quest’anno dobbiamo presentare le domande di rinnovo del suolo pubblico e la Viareggio Patrimonio ci chiede di farlo con le nuove misure imposte dal Regolamento del quale chiediamo con forza la sospensione».
Un Regolamento del quale - è stato ricordato ieri alla presenza di Confesercenti ed Ascom - i commercianti non hanno mai discusso con l’ufficio tecnico del Comune.
Le nuove regole. La larghezza dei dehors (intesi come gli spazi delimitati all’esterno dei locali, ma non chiusi) non potrà eccedere la larghezza del fronte del pubblico esercizio. Da questa larghezza sono esclusi eventuali volumi condonati (verande storiche, quelle in muratura per capirsi). Dunque il dehors inizia e finisce con il solo fronte locale per una profondità di 5 metri.
Nelle traverse a mare ed in tutte le strade di collegamento tra Passeggiata e stabilimenti balneari sono ammessi solo ombrelloni a copertura di tavoli e sedie. Ma solo nelle traverse larghe più di 9 metri e mezzo, e con profondità delle strutture non superiore ai 4 metri. In quelle indicate come “coni visivi”, ovvero quelle di collegamento pineta/mare, non potrà essere aperta neppure una seggiolina pieghevole. Per precisa disposizione della Soprintendenza.
Ammesso che qualcuno riesca a vedere il mare - facciamo un esempio- dal semaforo tra via Buonarroti e via Vespucci.
Per quanto riguarda i gazebi (spazi esterni chiusi) il Regolamento prescrive l’utilizzo di vetro o plexiglass nautico, trasparenti, ciascuno di larghezza minima 40 centimetri, con meccanismo di chiusura a portafoglio. Per la copertura sono ammessi: telo impermeabile a tenuta d’acqua, fisso o avvolgibile a rullo, di colore avorio; pannelli costituiti da lamelle orientabili (tipo persiana), a tenuta d’acqua, in materiale metallico dello stesso colore della struttura portante (colore Ral 9001); pannelli in policarbonato satinato compatto.
Bar, ristoranti, pub, gelaterie che sceglieranno di avere sia i gazebi che i dehors - e lo potranno fre solo se avranno uno sviluppo del fronte sufficientemente ampio - dovranno attenersi alla regola per cui il gazebo dovrà essere posizionato centralmente, mentre la restante superficie ai lati potrà essere occupata dai dehors con i soli ombrelloni.
Le strutture di entrambe le tipologie - così si legge nel Regolamento - «dovranno obbligatoriamente risultare allineate rispetto ai viali a mare».
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