Il Tirreno

Versilia

Bagni all’asta: c’è lo stop, ma non basta

Concessionari in assemblea: bene la sospensione del provvedimento ma protesteremo ancora a Roma e a Bruxelles

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VIAREGGIO. «Come si dice da queste parti i balneari hanno cominciato a vedere “il mare polveroso” e sono usciti dal guscio. È il momento di manifestare insieme contro un provvedimento vergognoso e a nostro avviso del tutto inadeguato. Non avrebbe neppure senso modificarlo. Ne va fatta solo carta straccia».

Emiliano Favilla, epsonente versiliese del Comitato anti aste esce dall’assemblea unitaria del Comitato, dei sindacati e delle associazioni dei bagni (ieri pomeriggio al centro congressi Principe di Piemonte) chiaramente preoccupato ma al contempo soddisfatto per la partecipazione dei balneari. «C’è rabbia e preoccupazione - commenta - ma anche la volontà unitaria di sindacati e associazioni di fare iniziative insieme».

Perché se è vero che da Roma arriva un momentaneo stop - chiesto dai partiti e ufficializzata ieri dopo una serie di indiscrezioni- al decreto che prevede nuove procedure di assegnazione delle concessioni degli stabilimenti per periodi più brevi e sulla base di criteri che ai rappresentanti della categoria non danno alcuna certezza di sopravvivenza, è altrettanto vero che di sospensioni e ripartenze in questi lunghi mesi di lotta contro l’applicazione della Bolkenstain i titolari dei bagni di ne hanno già viste troppe. E qundi è bene continuare a farsi veder e sentire.

Prima tappa Firenze: presidio e incontro con il presidente della Regione Rossi. «Vorremmo fare la stesa cosa - spiega Favilla - anche in Emilia Romagna, in accordo oviamente con le associazioni balneari di quella regione i cui amministratori sembrano non avere una posizione chiara rispetto alla difesa delle imprese balneari».

«Abbiamo deciso - continua - anche di chiedere ai sindacati nazionali e a tutte le associazioni una manifestazione unitaria a Roma. Nel frattempo stiamo valutando se organizzare una delegazione per essere presenti al No Monti Day e al contempo è in discussione una mobilitazione a Bruxelles in concomitanza con la visita dei ministri Moavero e Gnudi». Visita in occasione della quale l’Italia porrà all’Europa un quesito: perché la Spagna è riuscita ad aggirare il problema aste? La soluzione adottata potrebbe andare bene anche per le coste del Bel Paese?

Il confronto con l’Europa è salutato come un importante passo avanti anche dalla senatrice del Pd Manuela Granaiola. «Da sempre ho cercato convintamente insieme a tanti altri parlamentari di varie forze politiche di far capire l’urgenza e la necessità di questa consultazione - sottolinea Granaiola - ne sono prova concreta le mozioni unitarie votate alla Camera, al Senato, in molti consigli regionali, provinciali e comunali. Finalmente anche tutti i sindacati sembrano convinti di questa necessità. Ci voleva la Spagna con la sua normativa, o forse lo spettro di un decreto improponibile perché così formulato è destinato inevitabilmente a distruggere le nostre imprese turistico - balneari e le numerosissime aziende che costituiscono l'indotto».

Valentina Landucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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