Il Tirreno

Versilia

Studente dislessico, bocciatura annullata

di Gabriele Dini
Studente dislessico, bocciatura annullata

Un allievo del liceo Galilei con disturbi dell’apprendimento vince ricorso al Tar. I giudici: penalizzato dalla patologia

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Giovane con una forma di dislessia viene bocciato a scuola e fa ricorso al Tar. Il tribunale amministrativo gli dà ragione e adesso la scuola dovrà rifare lo scrutinio finale visto che nel valutare lo studente non sarebbero state considerati i problemi causati dal disturbo.

La storia. Il protagonista dell’episodio è uno studente dell’istituto superiore “Galilei” di via Aurelia a Viareggio. Nell’ultimo anno scolastico il ragazzo ha frequentato il quarto anno del liceo delle scienze applicate.

Agli scrutini i professori non lo hanno ammesso alla quinta considerando il suo rendimento insufficiente.

I genitori del ragazzo hanno però contestato la decisione e, tramite l’avvocato Pierfrancesco Petroni, hanno fatto ricorso al Tar chiedendo l’annullamento della decisione degli insegnanti.

La disputa legale. I genitori e il legale hanno messo in evidenza che lo studente è affetto da un Dsa, cioè un disturbo specifico dell’apprendimento (una formula in cui vengono in inclusi disturbi come la dislessia o la disgrafia, cioè problemi nella lettura, nella scrittura e nell’a memorizzazione dei concetti) e che durante l’anno non avrebbe usufruito delle «misure compensative e dispensative» previste dal percorso didattico personalizzato sottoscritto con la scuola il 13 gennaio 2012.

La legge prevede infatti che per i ragazzi con Dsa vengano adottate forme di verifica e valutazione specifiche e che tengano conto della patologia. Per esempio devono avere meno compiti a casa, avere test di valutazione equipollenti (cioè diversi da quelli degli altri ma comunque validi per dimostrare la preparazione necessaria), utilizzare strumenti come registratori per la memorizzazione dei dati.

Insomma, le scuole - come sarebbe avvenuto in questo caso - dovrebbero preparare un piano specifico per facilitare la vita a questi studenti penalizzati dalla Dsa.

Proprio sul mancato rispetto di queste norme e del piano specifico stilato per l’alunno avrebbe insistito l’avvocato Petroni nel suo ricorso.

La decisione del Tribunale. La scuola e il ministero dell’istruzione si sono opposti al ricorso. Davanti ai giudici del tribunale amministrativo di Firenze Paolo Buonvino, Carlo Testori e Pierpaolo Grauso sono state esposte le ragioni delle parti in causa.

I rappresentanti della scuola hanno rilevato come il giovane durante l’anno non si fosse impegnato a fondo per recuperare e non avesse ottenuto buoni risultati nelle verifiche intermedie.

E alla fine è arrivata la decisione che ha dato ragione alla famiglia: per i giudici i professori nel giudicare il rendimento del giovane, non avrebbero preso in considerazione l’influenza del disturbo dell’apprendimento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web