Gioco
Disabili in famiglia, boom di permessi per assisterli
All’Inps 950 richieste per avere i tre giorni liberi al mese in base alla legge 104 La maggior parte sono nel pubblico impiego. E c’è stato l’effetto Brunetta...
VIAREGGIO. Aumentano in Versilia i permessi ai lavoratori per l’assistenza dei familiari disabili. Quasi un boom, tenuto conto anche dei dati che arrivano dagli anni passati.
Sarebbero, infatti, almeno 50 in più - rispetto al 2011 - le domande fatte quest’anno, e accolte dall’Inps, per avere i benefici della legge 104. Si parla, cioè, dei tre giorni al mese di permesso retribuito per stare accanto a figli, genitori o comunque parenti con handicap. Una opportunità offerta sia ai dipendenti privati che (dal 2009) ai pubblici.
Oltre 900 permessi. In totale, secondo i dati in possesso dell’Inps, i permessi chiesti e ottenuti in Versilia dal 2008 a oggi sono 950 circa. La maggior parte a beneficio dei dipendenti degli enti pubblici: Comuni, Asl e così via. Un’enormità. Anche se - spiega l’istituto - bisogna fare delle distinzioni.
«Lo stesso lavoratore - spiegano dall’Ufficio relazioni con il pubblico dell’Inps - può aver richiesto e ottenuto più autorizzazioni in anni diversi. Inoltre nel totale sono comprese anche le autorizzazioni scadute: autorizzazioni richieste per un periodo determinato, perdita del requisito anche sanitario, venir meno della condizione di lavoratore, e così via». Detto questo, la cifra è uno specchio piuttosto fedele della realtà.
L’effetto Brunetta. Dall’Inps, tra l’altro, sostengono che i numeri avrebbero potuto essere ancora più rilevanti. In provincia di Lucca, come nel resto d’Italia, è avvenuto questo: non appena è stata data la possibilità ai dipendenti pubblici di sfruttare la 104, le richieste sono schizzate verso l’alto. Salvo rallentare, in qualche modo, con lo spauracchio rappresentato dall’ex ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Criticatissimo da tutti, odiato dai sindacati, ma l’unico che ha minacciato un monitoraggio serio dei permessi 104 nella pubblica amministrazione.
Isolare gli abusi. Perché qualche abuso c’è. Lo ha detto Laura del Freo, sindacalista Cgil dell’Asl, al Tirreno, quando è emerso che tra gli infermieri in organico in ospedale c’erano numerose assenze. Motivate peraltro in maniera seria: maternità, infortuni, malattie e - appunto - permessi 104. La stessa sindacalista, tuttavia, intende precisare che «come rappresentante dei lavoratori non posso che stare dalla loro parte e difendere la tutela rappresentata dalla legge 104. Non intendo in alcun modo fare passi indietro su abusi che, a mio modo di vedere, ci sono. Ma neppure giustificare una possibile riduzione dei benefici a chi ne ha davvero bisogno, motivata dal fatto che qualcuno se ne approfitta».
Il giro di vite... a parole. In effetti il governo Monti, quello dell’efficienza e del “rigore” (parola che per gli italiani riguarda tutto meno che l’economia) aveva promesso di ridurre, se non tagliare, i benefici della 104.
L’idea era di togliere la retribuzione garantita nei tre giorni di permesso, in modo da scoraggiare i malintenzionati. Ma questa idea pare essere naufragata. E l’impressione è che sia successo non perché si ritenga giusto lasciare un’opportunità importante a chi non può lasciare troppo soli figli, genitori e fratelli in difficoltà. Piuttosto, ogni governo che passa fa una gran fatica a tagliare nel pubblico: è molto più facile incidere sulla carne già arrosolata delle aziende private.
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