Attenzione
«Chi controlla il commissario?»
Lo chiede Chiara Romanini, ex consigliera comunale del Pd
VIAREGGIO. «Alessandro Bolognesi, mosca bianca di un consiglio comunale che non ha spiccato certo per livello, ha perfettamente ragione. Non è importante quale sigla partitica uno rappresenti, è piuttosto rilevante che, chi il commissario lo ha portato e chi, fra qualche mese si candiderà nuovamente davanti alla città, controlli che il traghettatore lavori nell'interesse della città, dei suoi cittadini e non col solo obiettivo di raddrizzare i conti».
Interviene così Chiara Romanini, ex consigliere comunale del Partito democratico. «È vero - scrive Romanini - che il commissario ha ereditato una situazione difficile sia a livello economico sia a livello sociale ma è anche vero che sta alla sensibilità politica stare attenta e premere perchè vi siano certe priorità. Qualcuno di noi ha controllato o ha fatto in modo di controllare se le richieste prioritarie fatte al momento della nostra uscita sono state rispettate? E, qualora la risposta fosse negativa, non sarebbe l'ora di premere perchè vi sia un cambio di rotta? Leggere sui giornali diatribe personali di basso profilo oltre che squallido non è utile per la nostra città che non ci perdonerà mesi e mesi di stand by quando dovremo pagare l'Imu o affrontare l'ennesimo aumento Tia».
La politica - continua Romanini - è una missione, non un contratto a termine legato all'incarico di turno. Ma c'è di più: una città che si profila turistica dovrebbe cominciare a programmare il 2013, a decidere come vivere l'anno prossimo venturo. Chi, se non la politica, può organizzarsi per ascoltare la città e farsi portavoce della stessa a chi oggi governa? E poi il sociale, il regolamento urbanistico, il regolamento della Passeggiata, i diversi problemi, questioni come il futuro delle maestre di sostegno, la manutenzione del verde pubblico, l’ordinaria gestione, Carnevale, Pucciniano... Insomma, accompagnare gli ultimi mesi con un pedante controllo sull'operato ed essere pronti ad attaccare ed insistere se qualcosa non è svolto nel migliore dei modi potrebbe essere un servizio ottimale della politica alla città.
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