Il Tirreno

Versilia

Caso Franceschi, rinvii a giudizio in arrivo

di Donatella Francesconi

Granaiola (Pd): ho ricevuto rassicurazioni dal console italiano a Nizza Gli organi del giovane morto in carcere solo per il momento restano in Francia

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VIAREGGIO. I tempi sono già maturi per una decisione del giudice francese riguardo ai rinvii a giudizio per il caso della morte di Daniele Franceschi. Lo ha spiegato ieri Luciano Barillaro, console generale d'Italia a Nizza alla senatrice Manuela Granaiola (Pd) che si era messa in moto dopo la notizia trapelata nei giorni scorsi da una lettera recapitata nelle mani della madre del giovane morto nel carcere di Grasse, che la Francia non avrebbe restituito gli organi di Franceschi, prelevati dopo l’autopsia.

«Ringrazio il console Barillare - commenta Granaiola - per la pronta risposta - che mi è stato spiegato essere stata scritta su espressa indicazione della presidenza della Repubblica francese - e la disponibilità. Mi è stato illustrato nel dettaglio che per ora la restituzione non è possibile. Ma solo per il momento».

Il fatto che il giudice francese abbia indiziato di reato alcune persone che potrebbero presto essere rinviate a giudizio - continua Granaiola, illustrando la risposta arrivata dal console italiano a Nizza - «non permette che gli organi siano restituiti alla famiglia Franceschi: infatti i possibili/probabili imputati hanno il diritto di difendersi ed a tal fine possono richiedere di sottoporre gli organi di Daniele Franceschi ad una contro-perizia (di parte). Mi è stato sottolineato che la colpevolezza degli attuali indiziati di reato dipende proprio dalla perizia degli esperti a suo tempo nominati dai giudici delle indagini. Insomma, è evidente - così mi è stato fatto notare - che il giudice francese non ha al momento alcuna libertà di decidere se restituire detti organi o meno».

Nei mesi scorsi il caso di Daniele Franceschi era tornato in Parlamento. La seconda istruttoria aperta dalla giustizia francese sulla morte di Daniele Franceschi, 36 anni, avvenuta due anni fa nel carcere di Grasse, «è ancora in corso», ha ricordato alla Camera Marta Dassu, sottosegretario agli esteri, rispondendo all’interrogazione presentata da Fabio Evangelisti (Idv) insieme al collega Leoluca Orlando: «A fine giugno 2012 - ha spiegato il sottosegretario - il giudice istruttore ha trasmesso il fascicolo alla Procura per avere il parere sul seguito della procedura ai fini eventuale rinvio a giudizio. La Procura ha chiesto al giudice un’integrazione della perizia cardiologica e la richiesta è ancora in corso. Una volta che l’integrazione sia stata effettuata e sia ricevuto il parere della Procura, il giudice dovrà decidere se richiedere il giudizio davanti al tribunale penale». A seguito delle conclusioni della perizia cardiologica è stato contestato il capo di imputazione di omicidio colposo alle infermiere (26 marzo 2012), al medico responsabile dell’unità sanitaria del carcere (10 aprile) e al Centro ospedaliero di Grasse (30 maggio).

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